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Melfi, venti di crisi sulla maggioranza

Basilicata

Compagine governativa spaccata: da un lato i navaziani fedeli al sindaco, dall'altra i pagliuchiani

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di EMILIO FIDANZIO Che succede all'interno della maggioranza governativa di Melfi? Sono in tanti a porsi quest'interrogativo soprattutto in relazione a quanto sta accadendo in questi giorni. Non è un mistero infatti che ormai il centro destra federiciano, sia sull'orlo di una crisi, che non viva momenti facili, e che sia animato da forti discussioni interne. Il dopo voto provinciale, nonostante abbia riscontrato l'elezione di Destino, non nei termini auspicati, ha aperto un fronte di dibattito decisamente alto, che sta proseguendo e non certo in termini tranquilli. Tutt'altro. Da una parte il Sindaco ed i suoi fedelissimi, gli assessori Castaldi, Sassone e Pina Carbone, dall'altra i " giorgiani", o i " pagliucani", facenti parte della stessa corrente che fa riferimento al capogruppo del PDL Egidio Giorgio e al consigliere regionale Nicola Pagliuca. Quest'ultimi chiedono che sia effettuata una verifica governativa ampia, che possa anche comprendere un rimpasto e dei cambi in assetto giunta. " Occorre un cambio di marcia", asseriscono ambienti vicini ai due che da anni reggono le redini del centro destra melfitano. Ovviamente di parere opposto " i navaziani", che non ci stanno ad essere messi sul banco degli imputati ed additati di mancanza di capacità. D'altronde sono anche coloro in sella da due legislature e qualche risultato lo hanno pur prodotto in questi anni. Semmai ribattono coloro vicini a questa corrente, sono altri gli assessori che andrebbero cambiati, in considerazione dei problemi che solleva la gente. Insomma è muro contro muro, con gli assessori forzisti, Quaranta, Rauseo, e Poppa, che secondo qualcuno, avrebbero rimesso il mandato per ordine di scuderia, salvo poi pentirsi rapidamente di tale scelta. Sullo sfondo la lotta più che mai aperta tra Navazio e Pagliuca i due leader, perennemente duellanti per una leadership che sarà definitivamente sancita in vista delle prossime regionali. Entrambi aspirano ad essere candidati, ma lo spazio disponibile al momento, non prevede una possibilità doppia. Quindi da una parte vi è un tentativo, nemmeno troppo velato di isolare politicamente Navazio, dall'altro voler restare a galla, appellandosi al consenso della gente, in barba a prestabilite gerarchie interne. Nel frattempo vi sono da affrontare altri nodi. L'assessore alle attività produttive, Cristina Albanese, in queste ore sarà costretta a lasciare il posto, dopo che il suo referente Masserini, ha deciso di uscire dal PDL. Una decisione non più procrastinabile. Il posto spetta ad AN, ed è questo l'unico cambio che il Sindaco Navazio, accetta di fare. E' corsa a tre per la sostituzione. Russo, Flammia e Barbara Sassone, quest'ultima sfavorita dal fatto che il primo cittadino annovera vicino a se, Mina Sassone alle finanze, cugina di Barbara. Poi anche altri aspirano ad un ruolo, è il caso di Sandro Mancino, che ha ricevuto in campagna elettorale, assicurazioni e promesse in tal senso. Insomma un cerchio complicato da quadrare, con l'Udc che resta alla finestra. I seguaci di Casini hanno chiesto visibilità. In soldoni due assessorati, sperando di riceverne almeno uno. Vi sono da risolvere però alla base diatribe interne, tra chi vuol seguire la linea dettata a livello provinciale e regionale da Agatino Mancusi, vale a dire allearsi con il centro sinistra, è il caso del medico Pizza, che giustamente sostiene che Melfi, terzo centro lucano per importanza, non può pensare di fare diversamente da Potenza e Matera, e chi come Moccia, spinge a sostegno del centro destra, specie adesso, che una crisi potrebbe portare a stravolgimenti e riassetti del quadro generale.

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