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Patenti facili: due arresti a Cosenza
e 44 indagati

Basilicata

La stessa funzionaria della Motorizzazione di Cosenza rilasciava poi le patenti, riconosciute vere a tutti gli effetti

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La Polizia Stradale di Cosenza ha arrestato questa mattina due persone, accusate di attività illecite riguardo al rilascio di patenti di guida a persone che non avevano effettuato nessun esame, nè di teoria nè di pratica.
Gli arrestati sono una dirigente della Motorizzazione Civile di Cosenza, Franca Melodia Siciliano, e il proprietario di due autoscuole, Giuseppe Cipolla.
Le due autoscuole, che si trovano a Cosenza e a Luzzi(CS), sono state sequestrate.
Risultano al momento indagate altre 44 persone e sono state sequestrate anche 37 patenti di guida. Dal nome delle autoscuole, Universal, è scaturito il nome dell’operazione di oggi: «Patenti Universali».
Le indagini sono partite dall’aver accertato alcune condotte illecite di falso materiale da parte del proprietario delle autoscuole, alla fine del 2007. Erano subito state sequestrate delle patenti conseguite tra il 2006 e il 2007.
Erano tre i sistemi utilizzati dai due arrestati: nel primo caso, al candidato a conseguire la patente, già titolare di foglio rosa, veniva attribuito, tramite metodi informatici, un numero di patente già esistente e di cui era titolare un’altra persona, ignara del fatto. Poi lo stesso candidato, informato dal proprietario dell’autoscuola coinvolta, faceva denuncia di smarrimento della patente, riferita a quel numero.
La Motorizzazione, indotta in errore, emetteva una nuova e vera patente a favore del candidato, che ovviamente non aveva mai sostenuto alcun esame. Naturalmente circolavano a quel punto due patenti con lo stesso numero. In un altro caso, al possessore del solo foglio rosa veniva attribuito il numero di una patente appartenuta ad una persona defunta, questo sempre tramite artifici informatici operate grazie all’apporto della funzionaria della Motorizzazione. Anche in questo caso, a seguito di denuncia di smarrimento, poi veniva emessa una vera patente. Il metodo era migliore, perchè alla fine circolava davvero solo una patente con quel numero, visto che l’altra era di un defunto e quindi scomparsa dalla circolazione. Nel terzo caso, al titolare di foglio rosa veniva direttamente attribuita l’effettuazione, con esito favorevole, degli esami di teoria e di pratica.
Intanto si apprende che tra le patenti "clonate" utilizzate per la frode, c'era anche quella appartenente al defunto paracadutista Eugenio Nigro, morto a Lappano (Cosenza) nell’estate di due anni fa, mentre tentava di spegnere l’incendio che aveva colpito il terreno dei suoi familiari.
Il numero della sua patente di guida infatti, era stato utilizzato e «clonato» per realizzare una nuova patente, intestata ad uno dei 44 indagati dell’inchiesta, clienti delle autoscuole sequestrate oggi.

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