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'Ndrangheta: condannato dal tribunale di Vibo,
il figlio del boss Mancuso

Basilicata

Al processo "Odissea", una condanna e due assoluzioni; per il figlio del boss di Limbadi, quattro anni e otto mesi

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Una condanna e due assoluzioni. E' questa la sentenza emessa dal tribunale di Vibo Valentia nell’ambito del processo 'Odissea' a carico di tre imputati arrestati nel settembre 2006 assieme ad altri 40 a seguito dell’indagine del pm della Dda di Catanzaro Marisa Manzini e della squadra mobile vibonese.
Il collegio presieduto da Giancarlo Bianchi, ha condannato Domenico Mancuso, 28 anni (nella foto) soprannominato "The red" e figlio del boss Diego, del clan di Limbadi, alla pena di quattro anni e sei mesi, oltre a 600 euro di multa, accusato di associazione mafiosa ed estorsiva aggravata.
Assolti Pasquale Quaranta, di 46 anni, di Santa Domenica di Ricadi, ed Antonio Vacatello di 44 anni, di Vibo Marina.
Il pm Manzini, nell’udienza del 21 maggio scorso, aveva chiesto 12 anni e 3mila euro di multa per Domenico Mancuso, 9 anni e 6mila euro per Antonio Vacatello e 7 anni per Pasquale Quaranta. Il processo ha avuto un iter lungo e tormentato in quanto l’accusa è stata costretta a rimandare la requisitoria e nominarne un nuovo perito a causa di 'rilevanti omissionì nelle trascrizioni delle intercettazioni. A carico degli imputati è caduta l’accusa principale, quella di far parte della cosca guidata dal padre Diego e dallo zio ergastolano Giuseppe Mancuso, elementi di spicco dell’omonimo clan di Limbadi.

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