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Vibo: Tomeo non spacciava. Ridimensionate le accuse a suo carico

Basilicata

Il giudice, Cristina De Luca, ha ritenuto sussistente all'uomo arrestato giorni addietro, la sola accusa di detenzione di sostanza stupefacente da approfondire nel corso del giudizio

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IL giudice del tribunale di Vibo, Cristina De Luca, ha ritenuto sussistente a Fulvio Tomeo, il docente cinquatreenne di Vibo Valentia arrestato giorni addietro, la sola accusa di la detenzione di sostanza stupefacente. L’uomo lo scorso 1 luglio, in seguito a perquisizione domiciliare effettuata dai Carabinieri, era stato sottoposto a fermo in quanto, nella propria abitazione, erano stati rinvenuti due involucri, contenenti l'uno 34 grammi di marijuana e l'altro 23 grammi di hascisc. Lo stesso era stato sottoposto posto a giudizio per direttissima innanzi al tribunale monocratico dei Vibo Valentia, nella persona del giudice De Luca. All’esito della convalida non era stata ritenuta la sussistenza di alcuna esigenza cautelare, conseguentemente, Tomeo, difeso dall’avvocato Costantino Casuscelli, era stato rimesso in libertà.
E' da precisare come secondo il giudice non è risultata sostenibile l'ipotesi dello spaccio della droga, sia in considerazione del mancato accertamento, allo stato, della quantità di principio attivo contenuto nella sostanza sequestrata sia in considerazione della mancata applicazione della pur minima misura cautelare. Ne consegue come sia stata ritenuta sussistente solo l'ipotesi della semplice detenzione di sostanza stupefacente da approfondire nel corso del giudizio che proseguirà il 30 novembre.

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