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Crotone: favorì fuga boss, in manette. Talpa tra le forze dell'ordine

Basilicata

Domenico Magnolia, è stato arrestato, e posto ai domiciliari, dai carabinieri con l’accusa di favoreggiamento aggravato nell’ambito dell’inchiesta dei Ros denominata «Ghibli»

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Un avvocato, Domenico Magnolia, di Isola Capo Rizzuto, è stato arrestato, e posto ai domiciliari, dai carabinieri con l’accusa di favoreggiamento aggravato nell’ambito dell’inchiesta dei Ros denominata «Ghibli» che il 21 aprile scorso portò all’arresto di 16 presunti affiliati alla cosca Arena. Le accuse erano associazione a delinquere di tipo mafioso, omicidio e tentato omicidio, estorsione e riciclaggio. Dalle attività investigative dalla Dda catanzarese sarebbe emerso, inoltre, che la fonte è un appartenente alle forze dell’ordine, attualmente indagato in stato di libertà, accusato di favoreggiamento aggravato e di rivelazione di segreto d’ufficio. Secondo l’accusa, l’avvocato avvisò dell’imminente arresto Antonio Morelli e Paolo Lentini, ritenuti esponenti di spicco della cosca, consentendo loro di darsi alla fuga. Morelli e Lentini vennero poi arrestati il 5 giugno in Toscana. Nell’occasione sfuggì alla cattura anche Fabrizio Arena, figlio del boss Carmine, ucciso nel 2004, ricercato perchè ritenuto l’autore dell’omicidio di Pasquale Nicoscia, affiliato alla cosca rivale degli Arena.
Al pubblico ufficiale è stato notificato stamane un avviso di garanzia emesso dalla Dda di Catanzaro.

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