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"Calabria Libera" denuncia: «il mare è sporco, disastro ambientale»

Basilicata

Beniamino Donnici chiede «che si verifichi la sussistenza del reato di disastro ambientale»

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«La condizione di alcuni tratti del mare calabrese si configura come un crimine contro l'ambiente, i cittadini, gli operatori turistici e l’immagine della nostra regione».
Ad affermarlo è l’ex europarlamentare Beniamino Donnici, promotore dei comitati per la Calabria Libera, il quale ha annunciato di aver incaricato un pool di legali, coordinati dall’avv. Lanfranco Calderazzo, del Foro di Catanzaro, «per predisporre un circostanziato esposto denuncia contro ignoti da presentare in tutte le Procure calabresi e alla stessa Arpacal.
Tra l’altro, si ha intenzione di chiedere un incontro urgente al procuratore di Vibo Valentia Mario Spagnuolo, per quanto nei giorni scorsi si è registrato a Tropea».
«Chiediamo che si verifichi la sussistenza del reato di disastro ambientale – sostiene Donnici – e che, eventualmente, vengano perseguiti i comportamenti attivi od omissivi di sindaci, presidenti di province, amministratori regionali e quant'altri per funzioni e competenze abbiano la responsabilità di quanto accaduto. Nei giorni scorsi, precisamente giovedì 16, al largo di Tropea, perla del Tirreno e biglietto da visita della Calabria turistica, c'era una situazione che facciamo fatica persino a narrare: di fatto il mare era diventato un nauseabondo deposito di liquami. Analoghe condizioni si sono registrate nel lametino e in molte località balneari del tirreno cosentino, così come documentato dagli inquietanti servizi del Tgr Calabria e di altre emittenti televisive, che segnaleremo ai magistrati per ogni approfondimento».
«Bisogna intervenire immediatamente – conclude Donnici – perchè quanto accaduto avrà effetti disastrosi sui flussi turistici dei prossimi mesi e sull'intera economia calabrese.
Sono ormai da considerarsi azzerati gli obiettivi che si prefiggeva chi, con superficialità e pressapochismo, ha ideato e commissionato costosissime campagne promozionali, senza prima preoccuparsi di qualificare il 'prodotto Calabrià facendo funzionare i depuratori e adottando ogni indispensabile misura di tutela e prevenzione ambientale».

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