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Ripescaggi in Prima
Le speranze del Potenza

Basilicata

La società rossoblù vanta legittime credenziali per essere di nuovo ai nastri di partenza della categoria lasciata a maggio per la retrocessione. Capiamone di più

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ENTRO IL vicinissimo lunedì 27 il Potenza dovrà presentare la documentazione bancaria (e quella più squisitamente monetaria, pari a un milione di euro) a garanzia della richiesta di iscrizione alla Prima Divisione. Tenendo ben presente che sono quattro i posti liberi, per via delle esclusioni di Venezia, Pisa, Treviso e Avellino, è corsa tra giornalisti a ipotizzare quali squadre possano prendere il posto di chi non ce l’ha fatta a restare in vita.
GRADUATORIA Sostanzialmente, una graduatoria è già stata approntata e trova quasi tutti d’accordo. Potrebbe solamente esserci qualche “slittamento” di posizione, e questo perchè i criteri fissati dalla Lega sono tecnici e di non facilissima interpretazione, ma l’ordine che abbiamo deciso di rendere noto non dovrebbe essere assai distante dalla realtà. A renderlo però del tutto inutile esiste il vincolo della fideiussione bancaria da un milione di euro che potrebbe scoraggiare non pochi a tirarsi fuori. Uno di questi è il Legnano del patron Testa che ha ufficialmente dichiarato di non voler sottostare a nessun tipo di ricatto federale. “Macalli dovrebbe dire di no al Consiglio Federale, perchè versare un milione di euro per vedersi legittimato un diritto sacrosanto e acquisito per storia e per gestione sportiva è un atto gravissimo”, ha detto ai giornalisti il massimo dirigente lombardo, la cui società è unanimemente riconosciuta come la prima della graduatoria.
DIRITTI DEL POTENZA Nelle liste pubblicate in giro per la rete (ricordiamo, una graduatoria ufficiale non è stata emanata dalla Lega Pro), ovviamente, c’è anche il Potenza. E il diritto dei rossoblù ad essere inseriti nella graduatoria è assolutamente legittimo. Voci incontrollate, in queste ultime ore, buon’ultima anche quella della Gazzetta dello Sport, indicava come da “verificare” la posizione del sodalizio di Postiglione per via di “una condanna per illecito sportivo”.
Falso allarme, innanzitutto perchè, di recente (nella fattispecie il caso Potenza-Salernitana), i lucani hanno subito una condanna per “slealtà sportiva”, fattispecie assolutamente meno grave dell’illecito. Qualcuno, magari quanti stanno cercando di “tirare la volata” a squadre del nord Italia, ha fatto riferimento alla condanna che nel 2003 l’Asc Potenza subì, sì quella volta, per illecito sportivo (gara Ebolitana-Potenza, del campionato di Serie D), ma in tal senso la normativa federale è ancora più specifica, in quanto esclude automaticamente quelle società che hanno subito sanzione per illecito sportivo nelle stagioni 07/08 e 08/09 e che hanno subito sanzione per illecito sportivo da scontarsi nella stagione 09/10. Questo legittima la posizione del Potenza a dispetto di quanti pensano che i rossoblù possano essere ricacciati fuori dalla benedetta graduatoria, nella quale, ribadiamo anche per dare credito a chi ha già provveduto a stilare graduatorie provvisorie, il Potenza ambirebbe a un posto di privilegio visti i punti che le verranno assegnati per la media spettatori dal 2003 ad oggi e per la tradizione calcistica dal 1935 (e in tal senso pesano i 5 campionati di B disputati negli anni ‘60). L’insieme di questi due dati incide per il 50%, l’altro 50% attiene al risultato del campo.
LE ESCLUSE Faranno classifica, ma non possono essere ripescate quelle che non sono state ammesse ai campionati 2009- 2010 (Pistoiese e Samb); che sono state ripescate una volta nelle ultime cinque stagioni in qualsiasi Campionato (ripescaggio che comporta la partecipazione al Campionato della stessa categoria - il Potenza fu ripescato dalla D alla C2); che hanno usufruito di due ripescaggi nelle ultime cinque stagioni; che hanno subito sanzione per illecito sportivo nelle stagioni 07/08 e 08/09; che hanno subito sanzione per illecito sportivo da scontarsi nella stagione 09/10; a cui è stato attribuito nelle stagioni 06/07, 07/08, 08/09 il titolo sportivo ai sensi dell'art. 52, comma 3, delle NOIF; a cui è stata attribuito il titolo sportivo nella stagione 2006/2007, 2007/2008, 2008/2009 ai sensi dell'art. 52, commi 6 e 7, delle NOIF; a cui venisse attribuito il titolo sportivo nella stagione 09/10 in virtù della medesima disposizione.
LA SITUAZIONE Allo stato attuale quindi sì al Legnano (che oltretutto nella sua storia ha disputato 2 campionati di A e 9 di B), no alla Sambenedettese (esclusa) e alla Pro Sesto, già ripescata dalla C2 alla C1 nel 05/06. Nì alla Pistoiese (esclusa, ma ricorrente al Consiglio di Stato - la sentenza è prevista per domani), no alla Juve Stabia, già ripescata nel 2005. Out il Gela (salvato con il “Lodo Petrucci”, nel 2006), ma non l’Alessandria e il Prato. E lista allungata anche a Viareggio, Bassano, Rodengo, Olbia, Andria, Sambonifacese, Cassino, Cisco, Itala San Marco, Giacomense e Barletta.

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