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'Ndrangheta, altri sequestri nel Lazio,
i beni di lusso delle cosche reggine

Basilicata

Emessi cinque provvedimenti di sequestro di beni appartenenti alle cosche del Reggino

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La sezione penale della Corte d’appello di Reggio Calabria ha emesso cinque decreti di sequestro beni a carico di altrettante persone ritenute affiliate alle cosche della 'ndrangheta reggina.
All’esecuzione dei provvedimenti hanno preso parte oltre all’Ufficio Misure di Prevenzione della Questura reggina anche i commissariati di Bovalino, Villa San Giovanni e Flaminio Nuovo (Roma) ed i carabinieri della stazione di questo centro romano.
Il primo provvedimento riguarda Salvatore Palamara, 46 anni, di Bova Marina (RC), sorvegliato speciale, ritenuto affiliato alla cosca «Morabito», condannato in via definitiva alla pena di anni 6 anni di reclusione per il reato di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti. Palamara, in passato, aveva abusivamente costruito un appartamento, a Capo Bruzzano di Africo.
Le indagini della polizia hanno accertato che nel 1995 la moglie del sorvegliato, aveva acquistato un villino nel comune di Capena (Roma) località Casale per un importo nettamente superiore a quelle che erano disponibilità economiche del suo nucleo familiare.
Con il secondo provvedimento, la Corte d’Appello reggina ha disposto il sequestro di un immobile nella disponibilità di Antonino Sergi (45), sorvegliato speciale, già condannato in via definitiva alla pena di sette anni di reclusione per il reato di associazione per delinquere di stampo mafioso, in quanto ritenuto affiliato ad una locale cosca di 'ndrangheta, operante al rione Pellaro di Reggio Calabria e dedita prevalentemente alla commissione di estorsioni e traffico di sostanze stupefacenti. Il bene sequestrato è una villetta a due piani che lo stesso Sergi aveva costruito abusivamente su un terreno della suocera, nonostante il suo reddito fosse totalmente insufficiente per realizzare l’opera.
Altro provvedimento ancora, è stato emesso a carico di Francesco Ranieri (60), già sottoposto alla misura della sorveglianza speciale, ritenuto affiliati alla cosca «Inerti», condannato definitivamente a tre anni e 4 mesi di carcere per rapina aggravata e concorso in estorsione aggravata. L’uomo, nel 1990, aveva realizzato un fabbricato ad un piano fuori terra, per complessivi 135 metri quadri, per un valore superiore alle proprie possibilità economiche. Il quarto provvedimento ha portato al sequestro di un appartamento nella disponibilità di Giuseppe Palamara (41) di Africo, sorvegliato speciale, presunto affiliato alla cosca «Mollica Morabito», condannato ad otto anni di reclusione per associazione mafiosa. Il bene, situato in località Capo Bruzzano, fa parte di una costruzione a tre piani fuori terra abusivamente costruita su un appezzamento di terreno avuto in successione dal padre. L’ultimo decreto di sequestro, emesso dai giudici reggini, ha avuto come obiettivo un villino monofamiliare a schiera sito in Rignano Flaminio (RM) ed un appezzamento di terreno sito ad Africo nella disponibilità di Domenico Antonio Mollica (42), affiliato alla cosca «Morabito», condannato in via definitiva alla pena di anni otto di reclusione per il reato di associazione per delinquere di stampo mafioso.

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