Salta al contenuto principale

Il Museo demoantropologico diventa realtà

Basilicata

Presentato il documento di indirizzo del Museo demoetnoantropologico di Matera

Tempo di lettura: 
2 minuti 18 secondi

Antonella Ciervo

«UN passo incredibilmente importante». Così il vice sindaco Saverio Acito ha siglato, ieri, la presentazione del documento di indirizzo del Museo demoetnoantropologico. La relazione stilata dai componenti del comitato scientifico (Pietro Clemente, Roberto de Mattei, Ferdinando Mirizzi, Jaoquim Pais De Brito, Florence Pizzorni), al lavoro da gennaio scorso, conduce ormai ad un vero e proprio luogo geografico in cui storia, antropologia, tradizione e costume, troveranno dimora ad unico ed esclusivo vantaggio di quella fetta di turismo culturale a cui Matera ha deciso di accedere.
A conferma di quella magia che Matera oggi può trasformare in risorsa culturale, Acito ha ricordato le parole del geologo Giuseppe Isnardi, pubblicate su “Matera 55”.
«Andate a studiare, penetrare, il segreto di vita. E’ uno dei più alti godimenti un turismo intelligente possa riservare».
Per la prima volta, ha spiegato Acito, lo studio di fattibilità ha preceduto il bando di gara, contrariamente a ciò che è stato fatto in precedenza.
L’area individuata è quella delle terrazze terminali del Casalnuovo, a partire da quella del Sasso Caveoso nei pressi di S. Lucia e alle Malve. L’intera struttura sarà collegata anche al palombaro di Piazza Vittorio veneto, in un percorso che lo vedrà come vero e proprio spazio di introduzione. Infine, nelle vicinanze del Casino Bronzino si immagina di creare la sede della biblioteca specializzata, di un archivio documentale e audiovisivo con uno spazio ulteriore per conferenze e seminari.
«Matera è il territorio naturale su cui far sorgere questo museo -dice il sindaco - ma abbiamo bisogno di risorse aggiuntive. Spero che la Fondazione Carical ci sostenga in questo senso. Saremo però in grado di finanziare con i Pisus, qualche percorso migliorativo». Origine di questo progetto, secondo Buccico, è la figura di Giovan Battista Bronzini verso le cui qualità, forza e passione «Matera ha un debito che va onorato». Sul progetto la Fondazione ha finora investito 200 mila euro, per lo studio di fattibilità. Al Comune, intanto, fanno sapere che finora sull’amministrazione ha pesato solo la spesa relative ai rimborsi spese dei componenti il comitato. Il prossimo step di avanzamento dei lavori verrà avviato prima possibile con gli studi particolareggiati per il progetto industriale». Sul progetto crede profondamente la Fondazione Cassa di Risparmio di Calabria e Lucania, come confermato dall’accordo di programma che fu stipulato e che proseguirà anche nelle prossime fasi, come confermano l’ing. Vito Labarile e il presidente Mario Bozzo che garantisce: «Pur avendo richieste per moltissimi progetti, preferiamo scegliere quelli che evitino la dispersione di finanziamento e garantiscano la qualità». Al museo si pensa già dal 1993 quando Matera ottenne dall’Unesco il riconoscimento di patrimonio mondiale, come ha spiegato il coordinatore del comitato, prof. Ferdinando Mirizzi, che ha aggiunto: «Quel momento fu fondamentale, perchè sancì la legittimità di un processo di valorizzazione di questo straordinario patrimonio».

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?