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Ripescaggio in Seconda Divisione
Il Matera può sperare

Basilicata

La società del presidente Perniola ha depositato a Firenze la documentazione adatta a balzare di categoria, compresa la fideiussione bancaria di 500 mila euro. Con i lucani in lizza anche Fano, Vico,

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NON UN VIAGGIO della speranza verso la Figc, ma qualcosa in più. Delusione fa rima con illusione e mai come quest’anno la linea della società (pienamente condivisa anche dal Quotidiano) finora è stata quella di non fare proclami o accendere chimere. Però i fatti dicono anche altro. Di cronaca nelle ultime ore ce n’è stata parecchia: aggiungere qualche considerazione, però, non vuol essere accendere illusioni. Ci sono segnali incoraggianti per credere realmente all’ammissione del Matera in Seconda Divisione.
I FATTI Cominciamo da giovedì 23 luglio quando i dirigenti del Matera (che da quest’anno hanno rapporti importanti con la stanza dei bottoni) erano in banca per effettuare la fideiussione di 500 mila euro (la cifra idonea per la Seconda) più un’altra di 100 mila come previsto per la D. Cosa che sono legittimate a fare tutte le squadre: la Figc preventivamente accetta tutti, poi tocca al Consiglio federale dire l’ultima parola. In Seconda Divisione c’è posto (quattro per l’esattezza), ma ci sono anche molte pretendenti al ripescaggio che non hanno le carte in regola. L’esempio più lampante è quello della Juve Stabia che, pur non avendo diritto alla Prima Divisione (per aver già goduto dello stesso beneficio negli ultimi cinque anni), ha presentato comunque la domanda di ripescaggio. Accettata. Perché non si può fare diversamente.
Il Matera aveva previsto di presentare la domanda entro lunedì, ultimo giorno utile, ma qualcuno ha sollecitato di fare in fretta.
VERSO FIRENZE La partenza di Perniola verso Firenze è slittata perché c’era da ottemperare ad un’altra indicazione giunta da Firenze: allegare precauzionalmente anche gli assegni circolari per l’iscrizione al campionato di Seconda Categoria ed a quello “Berretti” (obbligatorio per le partecipanti ai campionati professionistici). Detto, fatto. Quindi, il presidente Tommaso Perniola, ieri nel primo pomeriggio, ha consegnato tutto.
LE GARANZIE Bisogna fare a questo punto delle considerazioni. Dopo la delusione del campionato e prima quello del mancato ripescaggio, la piazza è pronta ad incassarne un’altra? Probabilmente no. Però l’anno scorso c’era solo troppo ottimismo e nessun segnale incoraggiante. Quest’anno le cose stanno molto meglio, ma è giusto rimanere con i piedi per terra.
Un piano da parte della Lega c’è perché si basa sulle squadre che hanno vinto play off e Coppa Italia. Ma servono altre credenziali, specialmente a carattere economico. Le difficoltà a produrre le fideiussioni hanno messo in moto un meccanismo che osiamo definire prudenziale e preventivo. Nel senso che al momento del Consiglio Federale del 30 la Lega Pro non può non avere soluzioni alternative a chi rinuncia al proprio diritto di essere ripescato. Se si devono coprire posti, per completamento d’organico, saranno valutate anche situazioni che, alla vigilia, potrebbero sembrare inaspettate. E la sensazione, supportata da esperienza e dai precedenti che non mancano, è che al Consiglio Federale le credenziali economiche varranno più dei risultati sportivi di squadre che non hanno uno stadio adeguato o che hanno tifosi indisciplinati.
PIEDI PER TERRA In città non si parla d’altro, ma è chiaro e consigliabile restare con i piedi per terra. Giovedì 30 arriva presto, basta avere pazienza. Il tappo che da quindici anni tiene i tifosi del Matera in serie D, però, potrebbe non riuscire a contenere la razionalità che in questo momento servirebbe per evitare una nuova delusione. Oggi raccontiamo che si può essere più ottimisti, ma a prescindere da come andrà a finire è giusto dare il merito ad Angelo Tosto e compagni (raccolti 700 mila euro in meno di 24 ore) per quello che stanno facendo da due anni.

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