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La crapiata conquista i materani

Basilicata

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di FRANCESCO GIUSTO
ERANO alcune migliaia le persone che hanno popolato il borgo La Martella e via Fiorentini, nel Sasso Barisano, a Matera, in occasione della tradizionale festa della Crapiata. Ed ancora più rilevante è il fatto che, molti di questi, fossero giovani che hanno preferito l'usanza della nostra civiltà contadina, alle rumorose discoteche della costa jonica. Anche quest'anno, come da ben 19 anni or sono, è stata l'associazione “La martella onlus” ad occuparsi dell'organizzazione dell'evento. La Crapiata è un gustosissimo misto di legumi (fave, cicerchie, farro, grano, fagioli, ceci, lenticchie) che si ottiene dopo una cottura a fuoco lentissimo con acqua, sale, olio extravergine di oliva e cipolla. Il piatto veniva consumato alla fine del raccolto quando nei Sassi, i vicinati si riunivano e cuocevano in un unico pentolone le varie manciate di grano e legumi portate da ogni famiglia. «La Martella, riproduzione del vicinato ad opera dell'archietto Ludovico Quaroni, è da sempre, dopo lo sfollamento dei Sassi, l'unico borgo materano a portare avanti ininterrottamente questo pezzo di storia agreste; perchè qui, s'insediarono i primi contadini che abbandonarono la città vecchia». Parole, queste, di Antonio Montemurro, presidente dell'associazione con il quale, ci siamo, poi, rituffati subito nell'edizione 2009, parlando dei numeri e dei nomi che l'hanno contraddistinta. «Abbiamo utilizzato ben 5 quintali di legumi, con 50 kg di patate, a cui si sono aggiunte alcune tipicità pugliesi, calabresi e lucane come il canestrato di Moliterno, infatti, andiamo sempre più nella direzione di una sagra dei prodotti tipici. Ci ha allietato il gruppo folk “La stella “ della città di Ostuni e, tra le iniziative collaterali, degna di menzione, la raccolta di fondi per l'acquisto di un tappeto, da sistemare intorno ad un parco giochi bambini, donato dalla Provincia alla nostra chiesa». Si rammarica il presidente Montemurro dei patrocini assolutamente gratuiti di regione, provincia e comune. “I contributi per l'organizzazione sono arrivati esclusivamente da 30 privati nella misura di circa 8000 €”. E' stato ricordato anche lo storico organizzatore della Crapiata , con il terzo memorial Raffaele Palladino, un quadrangolare di calcetto, che tende la mano al nuovo riconciliandolo con un nobile passato. Successo anche per l’iniziativa promossa nel vicinato di S. Antonio Abate dove la fila dei cittadini si è prolungata per tutta la serata confermando i Sassi come luogo d’eccellenza per il felice binomio con le tradizioni popolari.

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