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Il Pdl? «Abbiamo creato un involucro paraecumenico»

Basilicata

Buccico rassegna le dimissioni dal coordinamento regionale in cui era stato “inserito”, ma non dal partito

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di PIERANTONIO LUTRELLI
«Il Pdl ha bisogno di confronto e di democrazia, non di regi decreti». Così il sindaco di Matera, Emilio Nicola Buccico, ha motivato ieri dopo aver appreso di essere stato inserito tra i componenti del coordinamento regionale del Pdl, le dimissioni dall’incarico.
Avvocato, può spiegarci meglio le ragioni di questa scelta?
«Il mio è stato un gesto di invito al dibattito, alla riflessione, al confronto, all’esercizio reale della democrazia. Ho preferito naturalmente per mio costume, non il mugugno sotterraneo, ma la voce scandita, per tirarmi fuori da un organismo nel quale avevo chiesto di non essere inserito e per aprire quindi la stagione del dibattito sui problemi. Se posso fare un paragone sproporzionato, mi pongo nella linea con la quale Fini ha difeso le prerogative del Parlamento. In definita, contesto la mancanza di metodo partecipativo con la conseguenza di uno scollamento evidente tra rappresentatività e rappresentanza. C’è un differenziale smisurato tra la rappresentanza formale e gli auspicabili livelli di rappresentatività sostanziale. A quelli miriamo noi. Qui invece di un luogo di effettivo confronto abbiamo creato un involucro paraecumenico dove spesso balzano all’occhio più le assenze che le presenze. Voglio recuperare un grande rigore nella vita del partito dal quale non mi dimetterò mai, essendo stato io uno dei primi fautori del partito liberale di massa sin dai lontani tempi degli anni ‘70 di Democrazia nazionale. Non posso tollerare che esistano presenze dicotomiche per cui un giorno in un organismo si è rappresentanti del Pdl ed un altro giorno di un’altra lista».
Qual è la sua idea di Pdl?
«Noi di fronte al sistema di potere che ingessa la Basilicata da mezzo secolo, dobbiamo porre un partito aperto, laico, collegato ai problemi del territorio e in grado di sviluppare una grande progettualità alternativa. Mi oppongo a una eventuale riproposizione di Scanzano come sito nucleare. Occorre che tutti parlino il linguaggio della chiarezza, ma soprattutto è importante premere sull’acceleratore in favore di una politica meridionalista. Non mi faccio impressionare dalla paventata utilizzazione circoscrizionale del dialetto (tra i Mille c’era un materano ma 999 bergamaschi) e non possiamo limitare tutte le prospettazioni politiche sulla diminuzione del prezzo della benzina. Oggi constato che la Sicilia grida e ottiene, la Basilicata ha ragioni più forti per gridare stante la debolezza del suo apparato produttivo ed infrastrutturale. Quindi dobbiamo far comprendere come i problemi della nostra regione e quelli meridionali sono uno snodo nazionale. Ed in questa logica dobbiamo discutere su come far nascere la Banca del sud. In definitiva dobbiamo tornare a parlare di politica, andando al cuore dei problemi in una terra che non possiamo dimenticare, è stata il crocevia delle denunzie dei mali meridionali e che ancora oggi si incarna nella storia del conservatore Giustino Fortunato».
La situazione mai facile al Comune, la questione del Pdl che non va. Con che spirito affronterà le ferie?
«Ci andrò per pochi giorni con l’abituale rispetto per la mia coscienza di uomo libero e porterò con me tre preziosi volumi che un amico cliente, o meglio più amico che cliente, mi ha donato: una rara edizione del ‘700 dell’Eneide».

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