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Provincia di Cosenza: Corbelli e le dieci domande ad Oliverio

Basilicata

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, ha rivolto dieci domande al Presidente della Provincia di Cosenza

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Dieci domande al presidente Oliverio. Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, si aspetta una «doverosa risposta per rispetto della verità, delle Liste che lo hanno sostenuto e dei cittadini, elettori-ci, che lo hanno votato ed eletto». Queste le domande rivolte ad Oliverio:
« 1)E' vero che lei ci ha chiesto e pregato di fare la Lista Diritti Civili per sostenere la sua candidatura alla Presidenza della Provincia?
2) È vero che lei mi ha chiesto personalmente di non candidarmi, nel mio collegio di San Marco (chiedendomi di fatto di rinunciare in questo modo, come si evince dai risultati elettorali, ad una mia sicura elezione in Consiglio provinciale) in altri Partiti e Liste che me lo avevamo chiesto?
3)È vero che lei ha insistito perchè presentassimo la Lista Diritti Civili nonostante i miei forti dubbi e perplessità per le molte Liste (37) già preannunciate e per il pochissimo tempo a nostra disposizione e la mancanza assoluta di candidati, oggetto questo ultimo aspetto di scontri verbali con i suoi più stretti collaboratori, a poche ore dalla presentazione della nostra Lista?
4) È vero che lei ha sottoscritto moralmente e pubblicamente anche davanti ai giornalisti un accordo preciso (per noi vale come «un patto d’onore»!) con Diritti Civili, per un grande progetto per il sociale (la sola ragione, questa, della nostra alleanza elettorale e del nostro sostegno alla sua candidatura alla Presidenza della Provincia), che prevedeva, in caso di sua vittoria, l’istituzione di un assessorato ai diritti civili, alla solidarietà a e alla giustizia sociale?»
5) «E' vero che lei ha più volte detto a me in privato e in conferenze stampa che Diritti Civili avrebbe avuto un posto nella sua Giunta, a prescindere dal risultato elettorale della Lista Diritti Civili?
6) È vero che la Lista Diritti Civili è stata allestita negli ultimi due giorni (e nelle ultime ore) e che i quasi 30(trenta) candidati che lei e alcuni suoi amici ci avete dato sono a tutt'oggi (6 agosto), in alcuni casi, a me finanche personalmente sconosciuti e addirittura rimasti all’estero (per lavoro) e che non sono rientrati in Italia nemmeno per votarsi il giorno delle Elezioni?
7) È vero che proprio per questi motivi io ero assolutamente contrario a presentare la Lista Diritti Civili e che lei ha insistito, chiedendomi questo grande sacrificio, garantendo un ruolo istituzionale (per quanto riguarda il sociale) nella sua Giunta a Diritti Civili?
8) È vero che Diritti Civili si è impegnato in campagna elettorale, al primo turno e anche al ballottaggio (pur sapendo che, dopo il risultato del 6 e 7 giugno, non sarebbe mai entrato in Consiglio provinciale con un proprio rappresentante, anche in caso di una sua vittoria al secondo turno) con eccezionale impegno, grande generosità e altro?
9) È vero che non ci ha mai parlato e nemmeno minimamente accennato, prima, durante e dopo la campagna elettorale, la sua idea di assegnare l’assessorato alle politiche sociali ad un soggetto diverso da Diritti Civili (che lei sabato scorso presentando la sua Giunta ha rivendicato, unico tra i dieci assessori, quello appunto alle politiche sociali e alla tutela della salute, come una sua scelta personale ) e che anzi nel corso del primo incontro istituzionale con la delegazione del nostro Movimento, dopo la sua vittoria, lei ci ha detto che avrebbe trattenuto per se la delega per le politiche sociali?
10) È vero che lei ha sempre detto che avrebbe coinvolto nella sua Giunta tutti i Partiti, i Movimenti e le Liste che lo avevano sostenuto e non avrebbe invece, come ha fatto, varato un monocolore del suo partito, il Pd, escludendo di fatto, dal Governo della Provincia, quasi tutti i suoi alleati e non dando rappresentanza a diversi importanti territori?
Aspettiamo - ha concluso il leader di diritti civili - attraverso la stampa calabrese, le sue doverose risposte a queste legittime domande, in nome di quella trasparenza, legalità, lealtà, rigore e moralità della politica che lei continuamente richiama nei suoi interventi».

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