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Montepaone: omicidio Bellofronte, scarcerato il presunto autore.
Il papà della vittima: "non c'è giustizia"

Basilicata

Il papà di Barbara: "oggi dopo solo due anni e mezzo di carcere è stato scarcerato e può «girare» indisturbato per le strade di Soverato"

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E' stato scarcerato Luigi Campise, il giovane condannato in primo grado a 30 anni per l’omicidio della fidanzata, Barbara Bellorofonte. L'uomo è tornato in libertà e la sua scarcerazione, ha spiegato Salvatore Staiano, avvocato difensore «è conseguenziale alla scadenza dei termini di custodia cautelare e quindi, pur comprendendo le doglianze della parte offesa, va osservato che quel che è accaduto è tecnicamente ineccepibile. Tutto questo – aggiunge Staiano – s'inserisce nell’alveo di norme assolutamente in linea con i valori costituzionali in tema di libertà personale».
Campise, dopo un anno di detenzione per l’omicidio, nell’aprile del 2008 è stato scarcerato per decorrenza dei termini di custodia cautelare. Nel maggio del 2008 è stato nuovamente arrestato perchè coinvolto in un’indagine dei carabinieri su spaccio di droga ed estorsioni.
Nei giorni scorsi Campise, già condannato ma in libertà per l’omicidio dopo l'accoglimento da parte del Tribunale della libertà del ricorso del difensore contro la proroga delle indagini preliminari.
Il giovane è stato successivamente scarcerato dopo la condanna a quattro anni per i reati legati al secondo arresto.
«Ignoro – ha dichiarato il papà della vittima, Giuseppe Bellorofonte in una lettera al Corriere della Sera – i motivi che hanno indotto la giustizia italiana a liberare l’omicida, ma quello che mi chiedo da padre, da cittadino, da uomo è se è giusto tutto questo! Se è giusto additare ai nostri giovani questo esempio di comportamento e far capire che in Italia tutto è permesso, tutto è possibile, compreso un omicidio, tanto poi si riesce sempre a trovare il modo di essere liberati. Mi resta solo l’amarezza di sapere che l'assassino di mia figlia è libero». «La giustizia non c'è, non esiste», ha aggiunto Giuseppe Bellorofonte, sfogando tutta la sua rabbia.
«L'assassino di mia figlia Luigi Campise – scrive Bellorofonte – era stato condannato a 30 anni, grazie alla riduzione della pena perchè processato con rito abbreviato, poi ha subito un altro processo e condanna a quattro anni per altri reati; oggi dopo solo due anni e mezzo di carcere è stato scarcerato e può «girare» indisturbato per le strade di Soverato».
In merito alla lettera al Corriere della Sera, è intervenuto anche il senatore della Lega Nord, Enrico Montani: «L'assassino di sua figlia – aggiunge Montani – non deve girare indisturbato per il paese avendo scontato neanche due dei 30 anni cui è stato condannato. La tanta gente onesta del sud e di tutto il Paese non può rimanere inerte davanti a tale ingiustizia».
«Si mette in galera per due mesi – dice ancora Montani – il poveraccio che a Roma rubò del pane tre anni fa in un supermercato e il 25 luglio scorso è stato arrestato per la condanna subita e poi si assiste a tale scempio morale e civile. Signor Bellorofonte, lei ha tutto il mio sostegno e la mia vicinanza».

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