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Il Cosenza 1914 sfiora l'impresa

Basilicata

Segnano Pichlmann e Federici per i toscani. Mortelliti e Ceccarelli per i Lupi. Sigillo di Alfageme. Sotto di due gol a Grosseto pareggia, cerca il vantaggio ma perde nel finale

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di ALESSANDRO RUSSO
Nulla da fare. Il Cosenza saluta la Coppa Italia a Grosseto (3-2 il finale) dopo una partita dove comunque i ragazzi di Toscano non hanno demeritato. I calabresi, soprattutto nel primo tempo, hanno giocato a viso aperto contro i biancorossi allenati da Gustinetti, sornioni nei primi minuti, ma capaci di segnare due reti in un quarto d’ora grazie alle prodezze del bomber Pichlmann e del difensore Federici. Secondo tempo tutto di marca cosentina che raggiunge il pari, ma una leggerezza difensiva (colpo di testa vincente di Alfageme) quando i tempi supplementari sembravano inevitabili, ha compromesso l’ottima prestazione.
L’inizio è di studio. La prima conclusione è di marca cosentina: al 9’ Roselli tira da fuori, ma Caparco non ha difficoltà nel parare. Il Grosseto si vede solo con Alfageme, il più frizzante dei suoi, con qualche folata tra le linee in appoggio a Sansovini. Con il Cosenza a manovrare e, pian piano, a conquistare campo, il Grosseto passa in vantaggio: è l’attaccante austriaco Thomas Pichlmann (22’) a gonfiare la rete alla sinistra di Gabrieli dopo un gran sinistro dal limite a girare che si insacca all’angolino. Il Cosenza non ci sta e reagisce subito con Caccavallo che spara su punizione da 25 metri, ma troppo centralmente. Passano altri 14’ e il Grosseto raddoppia: questa volta è il difensore Federici a spedire la sfera nel sette alla sinistra di Gabrieli con un bel destro di contro balzo su respinta da calcio d’angolo. Il Grosseto controlla consegnando nei piedi di Valeri le chiavi del gioco (l’australiano non ha fatto rimpiangere capitan Consonni, squalificato) ma è il Cosenza a sprecare malamente l’occasione per riaprire il match: Maggiolini supera Job e Vitofrancesco, il traversone dell’ex biancorosso è perfetto per la testa di Ceccarelli, ma l’attaccante sfiora soltanto da pochi metri con Caparco inchiodato sulla linea di porta.
Mister Toscano nel secondo tempo cambia: esce un evanescente La Canna per Mortelliti che si piazza larghissimo a sinistra su Vitofrancesco. Mai scelta fu più azzeccata: il veloce attaccante cosentino accorcia subito le distanze dopo 2 giri di orologio da sotto porta incrociando di prima un bel cross basso di Bernardi che attraversa tutta l’area di rigore. E’ il preludio ad un secondo tempo più coraggioso per il Cosenza che alza il baricentro e schiaccia i maremmani nella loro metà campo: è ancora Mortelliti a farsi pericoloso al 9’ ma la difesa biancorossa sbroglia. Il Grosseto, comunque, c’è. Al 15’ cross di Job e testa di Freddi: palo. Ma il Cosenza cresce e pareggia: prima Caccavallo tira dai 25 metri e Caparco mette in angolo. Su corner lo stesso Caccavallo disegna una bella parabola sul primo palo e una deviazione libera Ceccarelli che, sempre di testa, mette in rete a porta vuota. Pareggio meritato per i calabresi che proseguono nel loro forcing ancora con Caccavallo che al 29’ impegna Caparco da fuori area con un bel destro a girare sul palo lontano dopo un perfetto contropiede orchestrato da Mortelliti. Grifone sulle gambe, quindi, ma pronto a chiudere i giochi con una fiammata. Veronica di Job sulla destra, palla a Vitofrancesco che crossa perfettamente dal fondo. E’ Alfageme a saltare più in alto di tutti e mettere in rete. Era l’ultima emozione di una partita nella quale il Cosenza meritava sicuramente di più.

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