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Nel diario la violenza sulla disabile

Basilicata

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di ROSSELLA MONTEMURRO
BERNALDA - Sono state rivelatrici le pagine di un diario, un diario come tanti di quelli tenuti dalle ragazzine. Ma, quelle scritte da una sedicenne di Bernalda, lo scorso anno, riportavano descrizioni di incontri torbidi.
Ieri mattina, alle 6.10, i carabinieri del Nucleo operativo della Compagnia di Pisticci e i militari della stazione di Bernalda hanno arrestato E. M., sessantenne, incensurato, che di quelle pagine di diario era il protagonista.
E. M., conosciuto in paese come una persona mite, impegnata nel volontariato, svolgeva attività di avviamento all'uso di strumenti musicali all'interno di un centro di accoglienza frequentato da giovani e anziani. Proprio nel centro, frequentato anche dalla ragazzina (la minore ha una disabilità psichica ed è sottoposta alla legge 104), iniziano i primi approcci dell'educatore.
L'arrestato, coniugato e con figli, all'epoca dei fatti, svolgeva opera di volontariato, presso il centro in cui si effettuavano attività istruttive e ricreative, impartiva lezioni di canto e di approccio all'uso di strumenti musicali
Tutto è cominciato con lusinghe, richieste e promesse di affetto e amicizia. Fino a quando, ad agosto, non sono iniziate le violenze.
«E' stata un'indagine complessa condotta con attività tecniche e investigative. - ha sottolineato ieri in conferenza stampa il capitano Pietro Mennone, comandante della Compagnia di Pisticci - Ci hanno aiutato anche le Sim Card e i messaggi che i due si sono scambiati. Il Nucleo operativo della compagnia di Pisticci e i militari della stazione di Bernalda hanno ricostruito il quadro in pochissimo tempo. Un brigadiere è riuscito a far aprire la ragazza, ha stabilito con lei un rapporto di fiducia. In questi casi è molto difficile far parlare le vittime. Ha collaborato anche la tenente Laura Seragusa, psicologa specializzata in criminologia esperta del Reparto Analisi Criminologica del Racis di Roma».
L'indagine avviata a novembre 2008 e coordinata dal pm Giuseppe Chieco, secondo i militari dell'Arma ha condotto ad un quadro indiziario tale da portare alla custodia in carcere emessa dal gip Rosa Bia.
«Si è ritenuto - ha affermato il capitano Mennone - che fosse l'unica misura adeguata».
Gli incontri, secondo quanto ricostruito dai carabinieri, avvenivano anche in luoghi diversi dal centro e non è escluso che nei prossimi giorni ci siano altri sviluppi sulla vicenda.
Quando l'uomo è stato arrestato, ieri mattina, ha negato ogni addebito. «Durante le indagini, invece, ci sono stati anche tentativi di inquinare le prove», ha precisato il capitano Mennone.
Nel corso della conferenza stampa (presenti anche il maresciallo Giuseppe Scialpi, comandante della stazione di Bernalda e il maresciallo Cosimo Campa del Nucleo Operativo della Compagnia di Pisticci) è stato ribadito che la collaborazione data dal personale della struttura alle forze dell'ordine è stata massima: circa un anno fa, è stato proprio qualcuno del centro di aiuto (aperto in locali attigui ad una parrocchia) che, notando alcuni atteggiamenti dell'uomo nei confronti della ragazza, ha permesso l'avvio delle indagini.

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