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Rave party in provincia di Lecce
Altre 84 persone identificate e denunciate

Basilicata

Continuano le indagini dei carabinieri dopo il rave party nelle campagne tra Diso e Castro (Lecce)in cui ha perso la vita una ragazza di Potenza. Sulla vicenda interviene anche il senatore Belisario

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I carabinieri del Comando Provinciale di Lecce e della Compagnia di Tricase, dopo i 552 giovani identificati fra partecipanti al rave party svoltosi a ferragosto nelle campagne fra Diso e Castro (Lecce), hanno denunciato all’autorità giudiziaria altre 84 persone, una delle quali è un cittadino bulgaro. Durante il rave party era morta per cause ancora da accertare, probabilmente per un miscuglio di alcol e droga, una 23enne di Potenza. L'identificazione degli altri partecipanti al rave party è avvenuta dopo un certosino lavoro di analisi dei filmati e delle fotografie dei militari in borghese che si erano infiltrati fra i partecipanti al rave party. Dal termine dell’evento i militari delle Compagnie di Tricase, Casarano e Maglie hanno visionato per ore le immagini in loro possesso per attribuire ad ogni singolo volto un nome. Ieri sera le operazioni tecniche hanno avuto termine con la completa identificazione dei altri 84 partecipanti al rave party fra i quali, appunto, un cittadino bulgaro. Anche per loro le accuse sono di invasione di terreni o edifici, danneggiamento e ingresso abusivo nel fondo altrui mentre per la violazione del disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone e spettacoli o trattenimenti pubblici senza licenza risponderanno solo gli organizzatori dell’evento.
Sulla vicenda è intervenuto il capogruppo al Senato di Idv, Felice Belisario. Ha annunciato un'interrogazione ai ministri della Difesa e dell'Interno. «Come è possibile che le forze dell’ordine non si siano accorte dell’organizzazione di rave party con migliaia di giovani e musica a volume altissimo a pochi chilometri da piccoli centri abitati? - ha detto - Nei due rave party dei giorni scorsi in Molise e Salento sono morti due giovani, una lucana e un israeliano. Nel rave in Puglia, dove ha perso la vita una 23enne di Potenza, come hanno raccontato i carabinieri e riportato i giornali, la musica era talmente alta che si sentiva fino a Lecce, a 40 chilometri di distanza. Possibile che non sia venuto in mente a nessuna pattuglia di polizia e carabinieri di andare a verificarne l’origine? Inoltre un raduno di migliaia di giovani non può non lasciare tracce nella rete». Belisario ha chiesto se «è questa la sicurezza che promette il nostro governo. Bisogna solo rimandare indietro i barconi di immigrati o si deve anche pensare alla vita dei nostri figli? Purtroppo per dimostrare quanto sia impreparata la classe politica che ci governa basta ricordare le parole di Giovanardi che - ha concluso Belisario - ha chiesto di vietare i rave non sapendo che questi sono già vietati dalla legge».

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