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Legge regionale sulle primarie
critiche di De Magistris e Di Pietro

Basilicata

L'europarlamentare e il leader Idv contrari alla norma. Loiero la difende. Di seguito il testo

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Dal suo blog, il  leader Idv Antonio Di Pietro e l’europarlamentare Luigi de  Magistris attaccano l’approvazione da parte della Regione Calabria della legge che rende obbligatorio il ricorso alle  primarie per l’elezione del presidente della giunta regionale e  annunciano l’appoggio dell’Idv a candidati esterni ai partiti,  ad esempio l’imprenditore Pippo Callipo se confermerà  l'intenzione di correre per la presidenza della Regione  Calabria.
A difendere la legge è il presidente Loiero «Le polemiche contrarie, in vero, mi sembrano  pretestuose proprio perchè sfuggono quello che è l’obiettivo  primario della legge: restituire ai cittadini-elettori che si  sentono vicini a uno schieramento politico anche la scelta di  chi vorrebbero che li rappresentasse a livello istituzionale».   «Detto questo, essendo io uno dei firmatari di questa legge  - afferma ancora Loiero – a titolo personale mi sento di  esprimere un parere che va al di là dei problemi che sono stati  posti, perchè ritengo che tale legge non sia immodificabile». Nella polemica interviene anche il capogruppo del Pd Nicola Adamo: «La legge sulle primarie  ha il merito di scombinare ed impedire i giochi di vertici  ristretti che impongono le candidature alla presidenza della  Regione. Il fatto che siano i cittadini a designare il candidato  è un deterrente democratico». Intanto il portavoce del presidente del consiglio regionale Peppe Bova ha diffuso la relazione alla legge sulle primarie. 
Secondo il testo diramato, le primarie "costituiscono un sistema democratico di raccordo tra società civile, istituzioni e sistema dei partiti.
Quasi tutte le esperienze italiane di primarie sono state private o di partito. L’unica legge che disciplina il fenomeno è una legge regionale (li. Toscana, n. 70 del 2004) che prevede elezioni primarie facoltative e non vincolanti per entrambe le cariche regionali, consiglieri e presidente".
La scelta che si propone con la presente proposta di legge è quella di prevedere primarie solo per le candidature alla carica di Presidente della Giunta regionale poichè è l’elezione a questa carica a determinare, in definitiva, maggioranza e opposizione nel Consiglio regionale e la guida dell’indirizzo politico regionale.
Le «primarie» servono per designare un candidato di partito o di coalizione ad una competizione elettorale successiva. Selezione di un candidato, quindi, è cosa differente dall’elezione ad una carica. In conclusione la facoltà di contribuire integralmente al processo selettivo delle elites, a prescindere dall’effettiva appartenenza politica, viene considerata un indicatore di espansione effettiva dei diritti di cittadinanza politica: un perfezionamento della democrazia, come è stato autorevolmente affermato.
Le primarie offrono così lo strumento per superare la democrazia imperfetta in direzione di un’autentica democrazia, trasferendo potere decisionale da oligarchie alla base sociale dei cittadini attivi. Per altro la proposta di legge approvata dal Consiglio regionale, come del resto tutte le altre forme di svolgimento delle primarie, rappresenta un metodo democratico e ordinato di dichiarazione pubblica della propria appartenenza politica e del proprio impegno diretto nella scelta dei candidati. Tutto ciò senza pregiudicare la segretezza del voto: un conto, infatti, è manifestare la propria appartenenza politica quale presupposto per partecipare alle primarie, un conto garantire, come viene fatto nella presente proposta di legge, la segretezza nella scelta del candidato preferito tra quelli in competizione o all’interno del partito o della coalizione. La partecipazione alle primarie è una delle espressioni, forse la più alta, di cittadinanza attiva in politica, come lo sono la sottoscrizione delle candidature, l’accettazione delle funzioni di rappresentante di un candidato o di una lista o la stessa iscrizione ad un partito politico. Ovviamente nulla impedisce, a chi non vuole esporsi, di non partecipare, trattandosi di un’opportunità di partecipazione aggiuntiva che l’ordinamento mette a disposizione dei cittadini. Insomma, un «di più» di democrazia.
Circa il rispetto dei risultati si è fatto ricorso a una disciplina che incentivi le forze politiche che hanno svolto elezioni primarie a rispettarne l’esito al momento della composizione delle liste da presentare alle elezioni. Ciò, essenzialmente, mediante strumenti di carattere economico, come la previsione, solo per queste ultime forze politiche, di un rimborso spese a carico del bilancio regionale. In questo modo il partito o la formazione politica subirà una penalizzazione se non rispetta l’esito delle primarie, ma non si troverà del tutto privato della sua libertà di scelta del candidato Presidente. Tenuto conto di queste considerazioni, viene qui proposta una disciplina che introduca la possibilità delle elezioni primarie per 1' individuazione dei candidati alla presidenza della Regione e che detti norme per incentivarne il rispetto, sotto forma di rimborso delle spese sostenute dai partiti e della formazioni politiche che, svolte le primarie, ne rispettino l’esito all’atto di comporre le liste elettorali.

Le caratteristiche della proposta sono essenzialmente le seguenti:

1. le elezioni primarie sono organizzate dalla regione nell’ambito di un unico procedimento che si collega alle elezioni regionali; il Presidente della Giunta provvede a indire le elezioni, e gli uffici regionali provvedono alla stampa delle schede e alla organizzazione delle sezioni di voto;

2. è consentito ai soggetti richiedenti di effettuare votazioni primarie 'di coalizionè per la indicazione del candidato alla carica di Presidente della Giunta regionale. Con questo obiettivo è data facoltà ai soggetti richiedenti di proporre candidature comuni, sia uniche che plurime. Qualora siano proposte 'primarie di coalizionè la scheda proposta all’elettore reca la successione dei contrassegni delle liste circoscrizionali dei soggetti proponenti e, senza attribuzione diretta ad alcuno di essi, il nome, o i nomi in successione, del candidato o dei candidati alla carica di Presidente della Giunta regionale;

3. in ciascuna delle sezioni sarà possibile votare per tutte le liste presentate; gli elettori ritireranno la scheda della lista per la quale intendono votare ed esprimeranno la loro preferenza scrivendo il nome del candidato alla presidenza della Giunta. Le schede delle diverse liste saranno deposte in urne distinte ciascuna per lista e lo scrutinio sarà operato da «scrutatori aggiunti» (vale a dire non da componenti il seggio elettorale, nominati dalla Regione, ma indicati dalle rispettive liste);

4. la regolarità delle operazioni elettorali sarà garantita dai componenti di seggio nominati dalla Regione;

5. è previsto il versamento di una cauzione al momento della presentazione delle liste onde garantire la serietà della partecipazione alle primarie;

6. sono previsti dei rimborsi forfettari per le spese sostenute dalle liste che partecipano alle primarie. L’entità di tali rimborsi è stata calcolata in modo da non gravare in maniera eccessiva sul bilancio della Regione;

7. la sanzione per i partiti e i gruppi politici che non rispettano l’esito delle primarie nel presentare le liste alle elezioni regionali consiste nella mancata restituzione della cauzione e nella esclusione dai rimborsi;

8. è prevista inoltre la nomina di un Collegio regionale di garanzia, la cui composizione e le cui funzioni sono mutuate dalla legge toscana. Il Collegio di garanzia decide della regolarità delle operazioni elettorali in caso di contestazione.

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