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Villa Nitti, verso una destinazione

Basilicata

La giunta della cittadina ha incontrato il presidente della Regioen De Filippo in una conferenza di servizi. Tra i temi, anche il recupero della dimora estiva dello statista.

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MARATEA - «Finalmente si è riaccesa l’attenzione su Villa Nitti». E pure ha avuto un ruolo la campagna avviata dal Quotidiano della Basilicata, salviamo villa Nitti. Il palazzo in stile liberty, dei primi del Novecento, che troneggia sulla costa di Maratea, in località Acquafredda, e che fu il buen ritiro del presidente del consiglio, proprio non può restare lì, abbandonato, con una colata di cemento (frutto di una copertura di un precedente scavo per un progetto non realizzato) a fargli compagnia.
Nella conferenza di servizi che ieri si è svolta a Maratea c’era anche Mario Di Trani, sindaco della cittadina che innanzitutto ha chiesto l’ingresso del comune nella fondazione Nitti in via di costituzione, a cui parteciperanno alcuni privati, la Provincia di Potenza, la Regione e la città di Melfi.
Tra le ipotesi di cui in conferenza si è fatto cenno, sembra prendere piede un'eventuale destinazione della residenza estiva dello statista (oggi i lavori sono fermi e la vegetazione si fa sempre più incolta) a scuola di alta formazione di lato livello per dirigenti e professionisti di settori quali l'economia. Di Trani, anni fa, durante il suo primo mandato, e poi pochi giorni dopo il nuovo insediamento nello scorso giugno, si è fatto promotore dell’idea di rendere villa Nitti un Osservatorio del mare.
«Certo che ho proposto ancora questa idea - dice - ma non penso certo che sia l'ultima frontiera utile alla salvezza. L’importante è che se ne dia una destinazione di alto profilo».
L’altro nodo, proprio i lavori fermi da tempo. «In conferenza abbiamo parlato anche di questo. E’ ovvio che così non si può stare, i lavori vanno ultimati. Il punto è completarli in modo da armonizzarli anche alla destinazione che si darà alla villa», che è di proprietà della Regione, acquistata dell'ente per volere del primo residente della Basilicata, Vincenzo Verrastro, che volle così salvarla da speculazioni future. Allora,«qualcosa si muove. E’ un punto di partenza».
E adesso, si vada avanti. Purché quell’inestimabile patrimonio che è villa Nitti non affronti altri lunghi e penosi anni di decadenza.
s. l.

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