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Potenza su Cardona
Melfi prende Vignati

Basilicata

Anche Carparelli nel mirino dei rossoblù, i gialloverdi puntellano la difesa

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QUI POTENZA- POSTIGLIONE domenica ha smentito, ma il Potenza tiene gli occhi bene aperti sull’ultima settimana di mercato. Fonti vicine alla società del Grosseto ci confermano di una telefonata assai incisiva tra il patron rossoblu e il suo collega presidente Piero Camilli. Il Potenza ha chiesto Marco Carparelli, il centravanti che risolverebbe gran parte dei problemi che Capuano ha in fase realizzativa. Rientrato in Maremma dal prestito della scorsa stagione al Cittadella, il 33enne attaccante di Finale Ligure ha giocato gli ultimi ventisette minuti venerdi contro il Torino, mossa della disperazione con i granata che avevano già spiccato il volo verso lo 0-3 finale. Questo testimonia che si tratta di un giocatore perfettamente integro, in teoria pronto all’uso già domenica se l’operazione si dovesse chiudere nelle prossime ore (servono i canonici cinque giorni per il tesseramento, ndr). Carparelli ha il contratto in scadenza a giugno e non rientra nei piani di Gustinetti, soprattutto la società non gli metterebbe i bastoni tra le ruote dandogli il lasciapassare per un trasferimento poco più che gratuito, a titolo definitivo. L’ostacolo al momento è solamente convincere il giocatore a scendere di categoria. Carparelli preferirebbe trovare spazio in B, dove anche l’anno scorso ha dimostrato di poter essere un buon comprimario (4 gol in 23 partite, non tutte da titolare). In Prima Divisione però potrebbe essere una star assoluta, motivato anche dal buon contratto biennale che gli è stato offerto. Già tra oggi e domani se ne saprà di più. Il curriculum è ben noto: parliamo di un attaccante non eccessivamente vecchio, che ha conosciuto la serie A tra Sampdoria, Siena ed Empoli e vanta al suo attivo 84 gol in B spalmati in 11 stagioni. Per intenderci ha fatto un solo anno di C1: 14 gol con la Cremonese nel 2006-2007.
Al di là delle dichiarazioni di facciata Postiglione vuole soddisfare anche l’altra richiesta del suo tecnico: un centrocampista centrale. Su questo fronte pare si sia mosso il dg Galigani, chiedendo al responsabile di mercato della Ternana Poerio Mascella informazioni su Antonio Cardona, 28enne centrocampista in rotta con la società rossoverde. Anche lui va in scadenza a giugno ed è stato messo in uscita dopo uno screzio con la dirigenza risalente alla vigilia della partita di Coppa Italia col Cesena. Ma non si tratta di un approccio semplice: su di lui si è mosso il Taranto e - nelle ultimissime battute - il Portogruaro con un offerta, secondo indiscrezioni, assai ricca. Il mediano, ternano di nascita, ha in carniere 76 presenze negli ultimi tre campionato con la squadra della sua città.
p.s.
MAGARI stiamo parlando di una partita che, giocandola altre dieci volte, il Potenza non la perderebbe mai. Ma la sconfitta è arrivata, contro un Giulianova di ragazzini e contro un arbitraggio censurabile. Ci può stare, si riparte. Purchè gli appunti sul taccuino di Capuano diventino spunti per migliorare, magari con l’aiuto del mercato.
I NUMERI Accogliamo tutte le attenuanti generiche: dall’inferiorità numerica al caldo, dal campo piccolo (a volte un flipper, fa la differenza allenarsi sempre li’) alla disattenzione di Gragnaniello. Speriamo la prima e l’ultima. Ma non possiamo evitare di sottolineare contro chi ha perso il Potenza: una squadra dall’età media di 21,5 anni. Che sarebbero ancora di meno senza contare il centrale difensivo Garaffoni, unico tra gli uomini di Bitetto che non porta nelle casse della società abruzzese i contributi della Lega per gli under. L’età media del Potenza in campo ieri era 29,6. Forse da una squadra cosi’ esperta - di fronte ad un manipolo di giovanot - non ti aspetti che il regista titolare si faccia cacciare per due falli a centrocampo, commessi in cinque minuti. Ingenuità colossale, nonostante gli svarioni del signor Colasanti di Siena.
9-0 E’ il conto degli angoli a favore del Potenza, segnale della mole di gioco che la squadra di Capuano è stata capace di sviluppare nonostante oltre 80 minuti con l’uomo in meno. Ma il dato va letto in modo ambivalente: gran parte dei corner derivavano da cross intercettati (bene la spinta sulle fasce) o respinte aeree dei centrali di Bitetto. In area palla a terra il Potenza non ci è arrivato praticamente mai. Forse perchè De Cesare dopo una ventina di minuti ha iniziato ad arretrare, l’unico modo per prendersi la palla e guadagnare qualche punizione. Ma la verticalità un centravanti deve pure ispirarla: in attesa del bomber tanto sognato, perchè non dare un po’ di fiducia in più al ristabilito Polani ?
VINETOT Che bel giocatore il gigante d’ebano del Giulianova, 21enne difensore centrale francese a cui la categoria sta decisamente stretta. Ma lo citiamo non per uno spot promozionale: nel primo tempo ha fallito una colossale occasione da gol, di testa, all’interno dell’area piccola di Gragnaniello. Probabilmente era in fuorigioco, almeno stando ai rimproveri che Chiavaro e Cardinale hanno diretto a gran voce al guardalinee. Ma la bandierina non si è alzata. Capuano sui calci piazzati dalla trequarti difende a zona (l’ha fatto maldestramente Ranieri alla Juventus, meglio andava con Mancini all’Inter) e punta a mettere in offside i saltatori avversari. In coppa contro il Noicattaro gli è riuscito quattro volte su quattro. Al Fadini si è sfiorata la frittata, non per il cattivo funzionamento del meccanismo difensivo ma per l’indecisione della terna. Se l’assistente non sbandiera, a torto o a ragione, il rischio di prendere gol è forte. Ne vale la pena?
IN CRESCITA Più di qualche cosa comunque ha funzionato. Bene la tenuta del terzetto a protezione di Gragnaniello: se Croce non avesse centrato il jolly sarebbe stato 0-0 tutta la vita, un bel segnale di solidità in dieci contro undici. Frezza ha dato tutto mettendo dentro buoni palloni, Aquino senza dubbio è stato il migliore davanti, Catania si è sacrificato in mezzo al campo - ruolo non suo - con grande spirito di abnegazione e un bel senso tattico.
Oggi alla ripresa della preparazione è atteso il verdetto del giudice sportivo: sicura una giornata di squalifica per Giannusa, si spera che Capuano possa cavarsela con una multa dopo l’allontanamento dalla panchina ad opera del permalosissimo arbitro toscano.
Pietro Scognamiglio
sport@luedi.it
QUI MELFI- COMMENTI unanimemente positivi. La prestazione offerta contro l'ambizioso Brindisi, suscita entusiasmo in casa gialloverde, anche se ovviamente nessuno fa voli pindarici e si lascia andare a considerazioni fuori luogo. Il Melfi ha disputato una buona gara, ha giocato alla pari con il Brindisi, avversario di spessore, venendo fuori alla distanza dopo una prima mezz'ora poco brillante. Proprio la capacità di reagire allo svantaggio iniziale, rappresenta la nota maggiormente positiva per ifedericiani, che hanno avuto il merito di non scomporsi dopo la rete di Moscelli. Specie nella ripresa, una volta ristabilita la parità nel punteggio, il Melfi ha sfoderato una prova autorevole, sciorinando un calcio apprezzabile. Sinceramente era da tempo che il Melfi non giocava così bene, trovando gol e azioni pericolose, palla a terra ed attraverso una manovra ficcante. In attacco le cose hanno girato molto bene. Arcamone si è confermato bomber di qualità e calciatore dalle doti indiscutibili. Due reti al debutto, più giocate ed assist da fine ricamatore. Chiaria il " Casiraghi", gialloverde, ha convinto appieno. Determinato, forte fisicamente, ha mostrato finezze da vero centravanti, tecnicamente ben impostato e strutturato. Sorpresa positiva di giornata, Loiacono, autore di una prova maiuscola. Due assist vincenti e giocate autorevoli, per un ragazzo che ha i mezzi per sfondare. A centrocampo bene nel secondo tempo, quando Arnuor El Kamch, il " Cerezo" melfitano, ha deciso di salire in cattedra. Gran orchestratore di manovra, ha fisico, intelligenza tattica e padronanza per imporsi nella zona nevralgica, dove è dura per tutti ergersi a protagonista. Bulla dopo alcune titubanze iniziali, è venuto fuori facendo la sua parte, mentre D'Andria, l'ultimo arrivato, ha bisogno di tempo per essere giudicato globalmente. Sulla carta è un giocatore di valore, dunque in grado di inserirsi al meglio nei nuovi meccanismi. Con soli tre giorni di lavoro con i nuovi compagni non si poteva pretendere di più. Ovviamente non sono mancate nel match contro i pugliesi di Silva, le noti dolenti e giungono dalla difesa, non per niente il reparto che ha bisogno di ritocchi. Rogato e Gabrieli hanno giocato male. Capita anche perchè di fronte vi erano giocatori assai pericolosi. Purtroppo il Melfi ha pagato a caro prezzo disattenzioni singole e non di reparto, aspetto che sicuramente fa ben sperare per il futuro. I tre gol del Brindisi sono infatti derivati da tre errori o ingenuità individuali, commessi per eccesso di sicurezza o tempistica di intervento sbagliata. Non errori di posizionamento collettivo. Sbagli rimediabili e se vogliamo occasionali, specie parlando di Gabrieli che resta una garanzia per questa squadra. Nell'ambiente melfitano si parla un gran bene di Sicignano, giovane ma dotato di esperienza e fisico. Per qualcuno ricorda Cosenza, uno che sta facendo carriera e che a Melfi ha lasciato un ricordo piacevole. Se confermerà il suo valore, al fianco di una guida sicura, anche la difesa al pari degli altri reparti, offrirà le adeguate garanzie. Su queste basi e con queste premesse, fare un buona campionato e restare tra i professionisti, non rappresenterà un traguardo irraggiungibile per il Melfi di Rodolfi, allenatore che sa il fatto suo.
Emilio Fidanzio
Lo avevamo annunciato. Fabio Vagnati è un calciatore del Melfi ed è lui il centrale difensivo su cui affidarsi per blindare la retroguardia gialloverde. Classe 84 Vagnati è giovane ma allo stesso tempo esperto. Vanta alle spalle campionati importanti. Una presenza in A con la maglia del Cagliari, un campionato da titolare con 22 presenze in B con il Cesena ed un altro torneo da titolare con la maglia della Pistoiese nella vecchia C1. Insomma un calciatore da categoria superiore che negli ultimi due anni però non ha brillato nella sua militanza nel Legnano. “ Il calciatore ha voglia di riscatto e di imporsi nuovamente all'attenzione generale, assicura Antimo Grillo che su mandato della società federiciana, ha chiuso questa trattativa. Pensiamo di aver preso un calciatore importante in grado di fornire un contributo di qualità alla nostra difesa”. Vagnati stamattina firmerà il nuovo contratto che lo legherà al Melfi per le prossime due stagioni, dopo aver rescisso l'impegno in essere con il Cesena. Prevedibilmente si allenerà con i nuovi compagni, mettendosi a disposizione di Rodolfi per l'incontro di Barletta. Proprio il tecnico parmense conosce bene Vagnati ed ha suggerito alla dirigenza gialloverde, l'acquisto. Tecnicamente Vagnati è un destro ma in grado di giocare sui due versanti centrali difensivi. Con l'arrivo anche precedente di Sicignano, ora la retroguardia normanna si può definire completa, numericamente e non solo. Rodolfi ha alternative per tutti ruoli, calcolando che Sicignano può agire anche da laterale destro. Con la decisione di adottare praticamente due schemi, il 4-3-1-2 o il 4-3-3, al momento vi sono in organico dei giocatori in sovrannumero, considerando che ad ottobre ritornerà pure Falanga, che sta lentamente recuperando dall'infortunio subito lo scorso anno. In tribuna contro il Brindisi sono andati in tre, Marino, Di Maio e Gilfone. Riteniamo che per questi ultimi due lo spazio all'interno della nuova rosa, anche in base alle loro caratteristiche, sia sempre più esiguo.
Di conseguenza non è escluso che il Melfi entro il 31 agosto, possa pensare seriamente a qualche scambio, inserendo i due nel contesto di qualche trattativa. L'ideale sarebbe acquisire una seconda punta, o un centrocampista dai piedi buoni. Su questo fronte si sta valutando in società, come poter irrobustire un organico che comunque offre ampie garanzie. D'altronde Rodolfi ha sempre dichiarato di essere assolutamente soddisfatto dell'operato della dirigenza gialloverde, che ha centrato sul mercato gli obiettivi prefissati. Più che un discorso da aziendalista, sono sembrate parole dettate da una chiara motivazione.
em.fi.

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