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La comunità chiede perdono

Basilicata

Dopo "l'insubordinazione" del 9 agosto scorso a Maschito si ritorna in chiesa per una veglia, dove chiedono al vescovo un gesto di riconciliazione

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di LORENZO ZOLFO MASCHITO - Tanta gente ha riempito la chiesa madre di Sant'Elia lo scorso 29 agosto in occasione di una veglia di preghiera organizzata dalla parrocchia alla presenza del vicario del vescovo, don Vincenzo Vigilante.
Una prova questa di perdono, dopo gli incresciosi episodi successi lo scorso 9 agosto, quando alcuni cittadini hanno voluto, nonostante il divieto imposto dal comitato festa ed il Vescovo in base ad una direttiva del 1991, attaccare dei soldi alla statua del Santo durante la processione.
Questi incontri di preghiera si ripeteranno altre tre volte in questa settimana, se il popolo di Maschito risponderà come ha fatto il primo giorno, nella cittadina arbereshe verranno ripristinati tutti i Sacramenti. Era presente anche il Sindaco Antonio Mastrodonato che si è augurato un ritorno al più presto a Maschito di tutte le funzioni religiose.
Avvicinati alcuni cittadini hanno riferito. P.Caschetta: «da quanto visto e sentito gli animi accesi, era da evitare questo incontro di preghiera perché la gente non va in chiesa spinta dal cuore, ma per curiosità e per un'idea che già si è fissata. Il popolo lo vedo più arrabbiato di chi a preso questi provvedimenti ecclesiastici. Comunque, c'è gente che pensa di mettere le bancarelle dentro la chiesa».
A.Maulà, ex amministratore del centro arbereshe, ha aggiunto: «il nostro santo cerca preghiere, non soldi».
La dott.ssa Gaetanina Mastronardi è stata abbastanza esplicita: «c'è bisogno di una profonda riflessione su quanto accaduto a Maschito lo scorso 9 agosto. Secondo me è stato infranto un preciso accordo. Invece di recriminare, bisogna fare un esame di coscienza su quanto successo. Il vescovo è, e rimane la guida spirituale del popolo».
Il vicario del vescovo don Vincenzo Vigilante nella veglia di preghiera, rivolto ai fedeli, ha riferito: «oggi è il giorno della salvezza, vi supplico in nome di Cristo, lasciatevi riconciliare dall'amore di Dio. Solo la Parola di Dio può aprire la strada del pentimento. Le divisioni producono sofferenze, incomprensioni ed egoismi».

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