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Vibo: l'autopsia sulla donna morta a giugno per tetano

Basilicata

I familiari avevano denunciato il caso perchè il medico non aveva effettuato alcuna iniezione antitetano all'anziana

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Il medico legale Katiuscia Bisogni ha eseguito ieri nell’obitorio del cimitero di Catanzaro, l’autopsia disposta dal magistrato Fabrizio Garofalo sul cadavere di Olimpia Rizzo, la donna di 83 anni di Tropea (Vv) morta il 7 luglio scorso nel reparto di rianimazione dell’ospedale di Vibo Valentia per una presunta infezione da tetano.
L’anziana era stata accompagnata al pronto soccorso di Tropea nel giugno scorso per una ferita alla gamba, ma secondo i familiari, il medico di servizio non avrebbe praticato nessuna iniezione contro il tetano.
Stessa cosa all’ospedale di Vibo dove poi è morta in rianimazione.
I familiari avevano così deciso di denunciare la vicenda alla magistratura che dopo aver emesso una comunicazione di garanzia nei confronti del medico del pronto soccorso di Tropea, aveva ordinato la riesumazione del cadavere l’altro ieri per l’esame necroscopico. Il medico legale, dopo aver prelevato alcuni organi, si è riservato di dare una risposta in merito ai quesiti postigli entro il termine di qualche mese.
Dunque l’autopsia sul corpo della donna non ha rivelato le cause del decesso anche per l’eccessivo lasso di tempo trascorso dalla morte dell’anziana.
Per la morte di Olimpia Rizzo è indagato il medico in servizio nel pronto soccorso dell’ospedale di Tropea che ha prestato le prime cure alla donna.

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