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Gioia Tauro: arrestati latitanti evasi
affiliati al clan Mancuso

Basilicata

I particolari dell’operazione sono stati illustrati nel corso di una conferenza stampa che si terrà in Questura a Reggio Calabria

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Evasi la scorsa primavera dalla caserma dei carabinieri di Nicotera, due latitanti vicini al clan Mancuso di Limbadi (Vv) sono stati arrestati a Gioia Tauro dagli uomini del Commissariato.
I due, Roberto Piccolo, 46 anni, ed il figlio G.P., avevano trovato ospitalità presso elementi vicini alla cosca Piromalli.
Un particolare questo - come evidenziato dal capo della Mobile reggina, Renato Cortese – che conferma l’alleanza tra i due clan della 'ndrangheta calabrese. Nel corso dell’operazione che ha portato alla cattura dei due latitanti, la polizia ha anche rivenuto un vero e proprio arsenale.
Roberto e suo figlio, arrestati per armi, in circostanze rocambolesche erano riusciti a fuggire dalla caserma dell’Arma dove erano stati portati in attesa del loro trasferimento in carcere.
Per quanto riguarda le armi trovate, secondo gli investigatori, sarebbero potute servire per un possibile attentato. Ad avvalorare questa tesi, è il fatto che le armi siano state trovate con il colpo in canna all’interno di una macchina risultata rubata.
I due Piccolo infatti, considerati vicini alla cosca Mancuso di Limbadi, si trovavano in una zona della Piana di Gioia Tauro già teatro di uno scontro tra le famiglie Piromalli e Molè. Assieme a padre e figlio c'erano anche due persone, V.L.R. di 17 anni, e Cosimo Romagnoli, ritenute vicine ai Piromalli, che sono state arrestate per favoreggiamento.

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