Salta al contenuto principale

Rifiuti, scarsi servizi ma i costi lievitano

Basilicata

Tempo di lettura: 
2 minuti 27 secondi

BELLA - L'eco dell'emergenza rifiuti si fa sentire anche in Basilicata. E' un “sos” quello lanciato dai primi cittadini del Marmo Platano - Melandro nella conferenza indetta dal primo cittadino di Picerno, Valeria Russillo.
In ogni centro insorgono intoppi per lo smaltimento rifiuti. Così molti cassonetti restano pieni. In ogni paese si cerca di fare “quadrato” per far fronte all'aumento dei costi di conferimento in discarica, senza tralasciare la qualità dei servizi offerti. Ma c'è di più. Fare i conti con la Tarsu è d'obbligo. In attesa del “Piano dei rifiuti provinciale”, inizia il nostro viaggio tra “luci e ombre” su un problema di non poco per molte comunità.
Dopo Satriano oggi si riparte da Bella. Il centro del Marmo Platano l'anno scorso ha ricevuto una menzione speciale per la “migliore percentuale di raccolta differenziata tra i comuni con più di 5 mila abitanti”. Per il primo cittadino Salvatore Santorsa «lo sforzo della differenziata per lo sgravio della Tarsu ai cittadini, che si sono dimostrati sensibili e civili, svanisce col costo della discarica».
Ma la Tarsu quant'è? «C'è stato un aumento della Tarsu da quest'anno - prosegue il sindaco - per sopperire ai costi di discarica. Con la Tarsu si copre tutto il costo del servizio di Pellicano Verde per circa 372 mila euro, compreso di Iva e costo di discarica. Nel 2006 la differenziata era al 2 per cento, oggi invece si attesta intorno al 30 per cento».
Ma dove risiederebbero le ragioni del lievitar dei costi? «Dal 1 giugno l'ex amministrazione di Venosa ha decretato l'aumento della tassa di conferimento dei rifiuti solidi urbani - prosegue - nella discarica di Notarchirico di Venosa. Una decisione che sembra sia stata necessaria per coprire i costi dell'ampliamento della piattaforma».
Gli amministratori bellesi chiedono che col «Piano Provinciale dei rifiuti non siano obbligati ad andare proprio a Venosa. Si è assistito ad aumenti sconsiderati dei costi che periodicamente si stanno verificando. Si è passati da 120 euro a tonnellata nel mese di aprile a 148,50 in vigore dal 1 giugno. Sono aumenti considerevoli poiché nel 2006 pagavamo 89 euro. Ora 148,50 euro è una somma che non possiamo più sostenere».
«Ciò significa far pagare tale aumento proprio ai cittadini. Dal 2007 Bella ha attuato la raccolta differenziata porta a porta - sottolinea Santorsa - ed è stato il primo comune lucano ad aver eliminato i cassonetti dalle strade del paese, da San Cataldo e Sant'Antonio Casalini. Il centro è stato premiato anche come comune riciclone.
«Oggi anche la Regione dà i contributi ai comuni per attivarsi - conclude Santorsa - ma ai comuni virtuosi non riconoscono nessun encomio economico. Invito i sindaci dei comuni dove esistono le discariche a non far pesare sugli altri paesi i costi aggiuntivi e di compensazione ambientali delle discariche. Ora però i cittadini invece di avere dei benefici si vedono costretti a subire un aumento sconsiderato determinato da nessuna logica. Occorre far partire al più presto il Piano provinciale dei rifiuti che prevede delle isole di trasferimento in modo da alleggerire i costi».
Angela Scelzo

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?