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Vertenza Vallecrati: Dipendenti sul tetto della Provincia.
Cosenza invasa dalla spazzatura

Basilicata

Intanto la città di Cosenza resta invasa dalla spazzatura e dal cattivo odore

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Hanno occupato l’ultimo piano del nuovo palazzo degli uffici della Provincia di Cosenza spostandosi oggi anche sul tetto dell’edificio alcuni lavoratori del Consorzio Valle Crati che chiedono il pagamento delle spettanze arretrate e certezze per il loro futuro occupazionale.
L’azienda alle cui dipendenze sono i lavoratori che hanno attuato la protesta si occupa della raccolta dei rifiuti solidi urbani a Cosenza e nell’hinterland.
«Siamo stanchi – affermano i lavoratori – di assistere al continuo balletto delle responsabilità, non possiamo pagare colpe non nostre. Molti di noi hanno contratto debiti con le finanziarie e adesso si trovano nell’impossibilità di pagare. Questa volta non ci fermeremo, andremo avanti fino in fondo, fino a quando non ci diranno che il problema è stato risolto».
È stata anticipata a domani sera, intanto, l’assemblea dei sindaci del consorzio Vallecrati che dovrebbe sbloccare la situazione. La decisione è stata presa al termine della riunione straordinaria che si è tenuta in prefettura a Cosenza a cui hanno preso parte i rappresentanti delle sigle sindacali, i componenti del consiglio di amministrazione della società, il presidente del consorzio. La riunione è stata presieduta dal prefetto di Cosenza Melchiorre Fallica.
«Siamo disposti a tutto – sostengono ancora i lavoratori – per salvaguardare il nostro posto di lavoro. Se non otterremo risposte cominceremo lo sciopero della fame». Dopo la riunione svoltasi in prefettura i lavoratori hanno mantenuto lo stato di agitazione che terminerà solo quando ad assemblea dei sindaci conclusa verranno fuori soluzioni che gli stessi riterranno soddisfacenti.
E intanto il vicepresidente della Provincia di Cosenza Domenico Bevacqua ha voluto ringraziare «il Prefetto di Cosenza, Melchiorre Fallica, per aver tempestivamente convocato, nella giornata di ieri e su nostra richiesta, due distinte riunioni a cui hanno partecipato tutti gli attori principali di quella che ormai possiamo definire 'la vertenza Vallecrati', per tentare di trovare a questa vicenda, che penalizza e preoccupa da mesi i cittadini dell’hinterland cosentino, uno sbocco unitario e positivo».
A Bevacqua si erano rivolti gli operai della Vallecrati che protestavano sul tetto del nuovo Palazzo degli Uffici della Provincia di Vaglio Lise, in assenza del presidente Mario Oliverio in viaggio di lavoro negli Stati Uniti, sollecitando un intervento.
«Pur non avendo nessuna competenza specifica in materia e, quindi, nessuna possibilità di intervento concreto – ha proseguito Bevacqua – abbiamo accettato volentieri di svolgere un ruolo di mediazione tra le parti, perchè comprendiamo fino in fondo il dramma e le preoccupazioni degli operai, a cui non viene corrisposto lo stipendio da alcuni mesi e sul cui futuro pendono diversi punti interrogativi. Ad essi e alle loro famiglie manifestiamo tutta la nostra vicinanza e solidarietà».
«La Provincia e il Presidente Oliverio – ha aggiunto il vice presidente della Provincia – da più tempo si stanno battendo e continueranno a batteri perchè venga definitivamente chiusa la fase della gestione commissariale in materia di gestione dei rifiuti e perchè vengano trasferiti tutti i poteri agli enti locali, a partire dalle Province. Purtroppo, però, le nostre ripetute richieste non hanno sinora trovato ascolto. In questa situazione che, col passare del tempo rischia di aggravarsi ulteriormente nella qualità di rappresentanti di un ente che potrebbe avere competenze che chiede da tempo e non ha ed è, per questo, impossibilitato ad agire, cerchiamo di fare quanto più possibile per aiutare il superamento della situazione e l'apertura di una fase nuova».
«Confidiamo nel senso di responsabilità dei lavoratori, della cui protesta apprezziamo il grado di civiltà e di rispetto finora mantenuto – ha concluso Bevacqua – ed a cui chiediamo accoratamente di non lasciarsi prendere dalla disperazione e dallo sconforto, rifuggendo da manifestazioni che potrebbero compromettere definitivamente il buon esito della trattativa in corso».

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