Salta al contenuto principale

Rifiuti radioattivi: a largo di Cetraro, si cerca il secondo relitto

Basilicata

Il personale dell'Arpacal sta effettuando accertamenti al largo della costa di Cetraro, nel cosentino, per verificare la presenza di uno scafo affondato

Tempo di lettura: 
0 minuti 55 secondi

Il personale dell’Agenzia regionale per l’Ambiente della Calabria (Arpacal) sta effettuando accertamenti al largo di Cetraro, per ritrovare uno scavo affondato. Le ricerche rientrano nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Paola sulla morte di alcune persone che potrebbe essere stata procurata da rifiuti radioattivi.
Le ricerche vengono effettuate a venti miglia dalla costa e a oltre 300 metri di profondità. Il personale dell’Arpacal, al quale stamani si aggiungeranno anche quelli del nucleo ambientale della polizia giudiziaria, hanno perimetrato l’area e stanno effettuando i controlli con un apposito sonar.
Si stanno facendo anche alcune fotografie del fondale marino per accertare se si è davvero di fronte a un natante inabissato. La Procura di Paola ha contattato anche la Marina militare la quale ha escluso che in quella zona siano affondate navi per eventi bellici o fenomeni naturali.
L’inchiesta della Procura di Paola, avviata nei mesi scorsi, riguarda le morti nella zona del Tirreno cosentino che sarebbero state provocate dalla presenza di rifiuti radioattivi. Il sito dove sarebbero stati stoccati i rifiuti si troverebbe nell’alveo del torrente Oliva a Serra D’Aiello.

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?