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"Astrea" scandaglierà il mare calabro lucano

Basilicata

Le Regioni Basilicata e Calabria agiranno di concerto sulla vicenda dei veleni in mare. E ieri gli assessori Santochirico e Greco a Roma hanno chiesto al ministero dell'Ambiente di provvedere all'es

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La nave oceanografica «Astrea» dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Isprea) avvierà «nei prossimi giorni una campagna esplorativa» nella zona di mare antistante la costa della Calabria dove si ritiene che sia stato individuato un relitto contenente rifiuti tossici. Lo ha annunciato all’Ansa l’assessore all’ambiente della Regione Basilicata, Vincenzo Santochirico, a conclusione di una riunione con il suo collega della Regione Calabria, Silvio Greco. Durante l’incontro, inoltre, Santochirico e Greco hanno deciso di chiedere al Ministero dell’Ambiente di scandagliare i fondali del mare Tirreno per «appurare quale carico trasportasse la nave affondata e se nella stessa zona ve ne siano altre. Il Ministero, da parte sua – ha spiegato Santochirico – ha garantito l’avvio tempestivo di questa attività». Basilicata e Calabria, infine, hanno concordato di «agire in maniera coordinata» nella vicenda, «mettendo in campo tutte le competenze e le conoscenze tecniche che possano agevolare ogni attività, ma è necessario che il Governo, il Ministero dell’Ambiente, mettano a disposizione le risorse economiche».
La situazione relativa al ritrovamento del relitto di una nave, al largo della Calabria, che potrebbe contenere rifiuti tossici, sarà esaminata il 23 settembre prossimo in una riunione della Commissione nazionale degli assessori all’ambiente delle Regioni. Lo ha reso noto l’assessore all’ambiente della Regione Basilicata, Vincenzo Santochirico, che oggi ha incontrato il collega della Calabria, Silvio Greco, il quale convocherà la Commissione delle Regioni. La decisione di riunire gli assessori all’ambiente di tutte le Regioni italiane è stata presa – ha spiegato Santochirico – «poichè riteniamo che il fenomeno delle navi affondate possa riguardare non soltanto il mare Tirreno. Ci preoccupa l'eventualità che siano state affondate altre navi con carichi di materiale radioattivo». La situazione relativa al ritrovamento del relitto di una nave, al largo della Calabria, che potrebbe contenere rifiuti tossici, sarà esaminata il 23 settembre prossimo in una riunione della Commissione nazionale degli assessori all’ambiente delle Regioni. Lo ha reso noto l’assessore all’ambiente della Regione Basilicata, Vincenzo Santochirico, che oggi ha incontrato il collega della Calabria, Silvio Greco, il quale convocherà la Commissione delle Regioni. La decisione di riunire gli assessori all’ambiente di tutte le Regioni italiane è stata presa – ha spiegato Santochirico – “poichè riteniamo che il fenomeno delle navi affondate possa riguardare non soltanto il mare Tirreno. Ci preoccupa l'eventualità che siano state affondate altre navi con carichi di materiale radioattivo».
Sono sette, in totale, le “macchie» rilevate nel mare della Basilicata, tra i 62 e i 526 metri di profondità, nel corso di quattro campagne oceanografiche che si sono svolte nel 2007. Lo ha reso noto il vicepresidente della giunta regionale della Basilicata, Vincenzo Santochirico. Due anni fa il dipartimento ambiente della Regione ha commissionato uno studio all’Istituto marino costiero del Cnr per realizzare una cartografia marina e costiera. I rilievi furono effettuati, fino a una profondità di circa 600 metri, nel corso di quattro diverse campagne, utilizzando le navi «Urania» e «Thetis» e la research vessel «Napoli». Le ricerche si sono concluse con la stesura di una cartografia, e hanno anche evidenziato quattro target, le cosiddette “macchie», a una profondità di 62, 81, 113, 448, 484, 512 e 526 metri.

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