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'Ndrangheta: sgominato traffico d'armi
tra Calabria ed Emilia, tre arresti

Basilicata

Un traffico d’armi tra la Calabria e l'Emilia Romagna è stato scoperto dalla Polizia di Stato a conclusione di un’indagine coordinata dai magistrati della Dda di Catanzaro

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Operazione questa mattina della Polizia di Stato e delle squadre Mobili di Crotone e Catanzaro per l'esecuzione di alcuni provvedimenti cautelari emessi dal giudice distrettuale delle indagini preliminari Camillo Falvo.
Tra le armi che facevano parte del traffico scoperto dagli inquirenti figura anche un revolver ritrovato sul luogo in cui nel marzo del 2008 venne ucciso il boss Luca Megna nella frazione Papanice di Crotone.
Gli agenti della squadra Mobile di Crotone e di Catanzaro, coordinati dal personale dello Sco, hanno eseguito tre ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal gip distrettuale a carico di altrettante persone accusate di detenzione, porto e compravendita illegale di armi da sparo.
Contemporaneamente la Polizia sta eseguendo numerose perquisizioni domiciliari a carico di soggetti residenti nelle province di Crotone, Catanzaro e il nord Italia.
Gli arrestati sono Carmelo Tancrè, 35 anni, di Isola Capo Rizzuto, residente a Reggio Emilia; Vincenzo Chiaravalloti, 42 anni, di Cutro, residente a Reggio Emilia, e Giovanni Trapasso, 60 anni, di San Leonardo di Cutro.
Secondo la ricostruzione dei magistrati della Direzione distrettuale antimafia, che hanno coordinato le indagini della Polizia di Stato, artefice principale del traffico di armi era Carmelo Tancrè che avrebbe acquistato a Reggio Emilia 9 fucili e 8 pistole cedendole, attraverso l’intermediazione di Vincenzo Chiaravalloti, alla famiglia Trapasso di Cutro, ritenuta tradizionale alleato della cosca Arena di Isola Capo Rizzuto.
Tre le armi oggetto della compravendita anche un revolver calibro 357 magnum che Tancrè, secondo le sue stesse ammissioni, avrebbe ceduto ad un altro degli indagati, Giuseppe Mercurio, 38enne di Isola Capo Rizzuto e che venne rinvenuto dalla Polizia nel luogo dell’agguato mortale al boss di Papanice Luca Megna. Proprio da quell'agguato, nel quale è rimasta gravemente ferita anche la figlia di 4 anni di Megna, sono partite le indagini che hanno permesso di risalire a Carmelo Tancrè e di scoprire il suo ruolo nel traffico di armi.

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