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Torna l'incubo della centrale a biomasse

Basilicata

La Gavazzi Green Power ha vinto il ricorso al Tar e torna ad Acinbello di Stigliano

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di ANTONIO CORRADO

Torna lo spettro della centrale a biomasse sulla Montagna materana, in zona Acinello di Stigliano. Dopo la febbrile attività estiva della società “Gavazzi Green Power Spa”, intenta a recintare il mega lotto originariamente assegnato per l’impresa, nei giorni scorsi i cittadini dell’area (Stigliano, Aliano e Gorgoglione) sono tornati sul piede di guerra. La Gavazzi, infatti, avrebbe vinto il ricorso al Tar contro la sospensiva e sarebbe pronta ad avviare i temuti lavori. Lunedì scorso i cittadini si sono riuniti ad Aliano formalizzanto la costituzione del “Comitato civico territoriale dei calanchi” (acronimo Cctc), con l’unico scopo di impedire la costruzione della centrale temoelettrica alimentata a biomasse. Da progetto dovrebbe avere una potenzanominale di 35 Megawatt, ma a pieno regime potrebbe sviluppare una potenza pari a 150 Mw. Il mostro tecnologico, situato a due passi da un’area a forte vocazione naturalistica, paesaggistica e agrozootecnica, dista praticamente un chilometro in linea d'aria dal comune di Aliano. I componenti del comitato sono: Luigi Scelzi (architetto); Francesco Montano (presidente della Protezione Civile “Gruppo lucano” di Aliano e membro del Consiglio Direttivo de “La Casa con gli Occhi”); Pietro Dilenge, sacerdote e presidente della Pro loco; Nicola Di Ruggiero (dottore); Giuseppe Longo; Giuseppina Grimaldi Motta; Giuseppina Berardi. E, per le associazioni, la Pro loco Aliano, Protezione civile "Gruppo lucano" di Aliano e l’associazione socio culturale “La Casa con gli Occhi”. Intanto, l'amministrazione comunale di Aliano e quella di Gorgoglione hanno dichiarato la propria contrarietà alla centrale, ritenuta inutile, perchè non compatibile con la vocazione turistica e ambientale della zona e incapace di risolvere il problema occupazionale. «Il cippato di legno -spiegano dal neocostituito comitato- combustibile che dovrà alimentare la centrale, non può essere ricavato da coltivazioni arboree sul territorio lucano, se non in minima parte rispetto al fabbisogno dell'unità industriale. La società ha comunicato che il combustibile sarà importato da altre regioni, dalla Croazia e dal Ghana, rendendo il progetto antieconomico. Per questo il comitato civico territoriale dei calanchi e le amministrazioni credono che sarà utilizzato c.d.t (combustibile derivato da rifiuti)». Secondo il Comitato, attaccando barbaramente l'ambiente devastando e inquinando il territorio, si hanno e si avranno sempre più in futuro gravi ripercussioni sulla salute di quei pochi che impavidi hanno resistito al terribile spopolamento dei paesi che ci stanno a cuore: Accettura, Aliano, Anzi, Castelmezzano, Cirigliano, Corleto Perticara, Gallicchio, Gorgoglione, Guardia Perticara, Laurenzana, Pietrapertosa, S. Mauro Forte, Stigliano; una fascia della Basilicata presa ad esempio per sottolineare una situazione regionale più ampia e generalizzata. Senza orecchie tese e occhi bene aperti indispensabili a scongiurare danni e pericoli derivanti da questi progetti, i paesi dell’entroterra non potranno aspettarsi nulla di buono in futuro. La memoria va al rogo, proprio nella zona Pip di Acinello del centro trattamento rifiuti Geos, a lato di un caseificio, osservato il 14 agosto 2008 in località Difesa di Gorgoglione.

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