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L'Annunziata, la denuncia di Corbelli

Basilicata

Il responsabile regionale del movimento Diritti Civile, Franco Corbelli, denuncia le condizioni a suo dire "precarie" e "inaccettabili" in cui si trova il Pronto soccorso dell'ospedale L'Annunziata di

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«Devo denunciare il persistere di una gravissima, inaccettabile situazione al Pronto soccorso dell’Ospedale Civile dell’Annunziata di Cosenza, sito in uno sgabuzzino, in condizioni assai precarie, allucinanti, indegne di un grande nosocomio come quello cosentino». Lo afferma il leader del movimento Diritti Civili, Franco Corbelli. «Chiedo - prosegue - l'intervento del Presidente della Regione, Agazio Loiero, e del dg dell’Azienda Ospedaliera di Cosenza, Pasquale Puzzonia, per dare finalmente una soluzione degna di un Paese civile a questo importante presidio sanitario. Il Pronto soccorso di Cosenza non può continuare a restare in queste condizioni e soprattutto non può essere penalizzato, con la riduzione del personale medico come si vorrebbe fare con la fusione dell’area medica e chirurgica in un unico reparto». Secondo quanto affermato dall'esponente politico «Occorrono, per il nuovo reparto unico di Pronto soccorso (medico-chirurgico) almeno 20 medici idonei per garantire efficienza e condizioni di sicurezza per i pazienti e per gli stessi operatori sanitari. Invece si vorrebbero addirittura ridurre i medici dagli attuali 19 a 16».
Corbelli denuncia come «ogni anno il Pronto soccorso dell’Annunziata registra qualcosa come oltre 100mila ingressi. Con un aumento di almeno 10mila ricoveri in più all’anno. Attualmente i medici del Pronto soccorso dell’area medica sono solo 13; sono appena 6 quelli dell’area chirurgica. Li si vorrebbe adesso ridurre complessivamente a 16 con la fusione dei due reparti. Una scelta assurda e inaccettabile. Non si può più continuare in queste condizioni, nè aspettare ancora, nè ritardare la realizzazione del nuovo Pronto soccorso. È questa la priorità assoluta in questo momento, ancor di più della realizzazione di fantomatici nuovi ospedali, che non si sa se e quando saranno mai costruiti».
«Bisogna intervenire subito - conclude - prima che accada qualche incidente e qualche medico sia ingiustamente denunciato e chiamato a risponderne. Bisogna elogiare la professionalità e la grande abnegazione del Primario di questo reparto, dott. Francesco Crocco, e dei suoi colleghi medici e paramedici, che riescono a far funzionare questo importante presidio di pronto intervento, sopperendo e cercando di colmare tutte le spaventose lacune, le difficoltà oggettive, le carenze strutturali e di personale».

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