Salta al contenuto principale

Ferito in un agguato mentre gioca a calcetto,
si è spento il piccolo Domenico

Basilicata

E' rimasto in coma per tre mesi, lottando tra la vita e la morte, ed alla fine il piccolo Domenico è deceduto

Tempo di lettura: 
1 minuto 45 secondi

Si è spento dopo aver lottato per tre mesi Domenico, il ragazzo di undici anni rimasto ferito alla testa in un agguato avvenuto a Crotoneil 25 giugno scorso, nel quale fu ucciso Gabriele Marrazzo, di 35 anni.
L’obiettivo dell’agguato era, secondo gli investigatori, Gabriele Marrazzo, ma i killer spararono all’impazzata numerosi colpi che oltre ad uccidere il trentacinquenne ferirono anche altre nove persone tra cui Domenico, che è morto in serata a Catanzaro.
Il ragazzo stava giocando a calcetto in compagnia del padre e di alcuni amici quando entrarono in azione i killer, i quali spararono numerose fucilate attraverso la rete di recinzione del campo di calcetto. Un gesto che avrebbe potuto provocare una strage. I pallettoni sparati dal fucile del sicario, infatti, raggiunsero nove persone. Marrazzo morì subito dopo l’agguato, raggiunto alla testa ed allo zigomo. Domenico fu ferito da cinque pallettoni alla testa. Solo per un caso gli altri rimasero feriti solo di striscio o colpiti in parti non vitali.
Il ragazzino, apparso subito il più grave, fu trasferito dall’ospedale di Crotone al Pugliese di Catanzaro, dove fu sottoposto ad un delicato intervento chirurgico. In questi mesi è stato sempre in coma e le speranze di salvezza sin dall’inizio era apparse ridotte al lumicino, tanto che alcuni familiari, già dopo il ricovero a Crotone, si erano lasciati andare ad un «non c'è niente da fare».
Grande commozione nell’ospedale di Catanzaro quando si è appresa la notizia della morte del ragazzo. In serata nell’ospedale del capoluogo calabrese sono arrivati i parenti dell’undicenne che si sono stretti nel loro dolore. Sull'agguato gli investigatori proseguono senza sosta le indagini. Il 14 luglio scorso il perito balistico Paolo Romanini, nominato consulente dalla Dda di Catanzaro, lo stesso che ha lavorato per il caso dell’omicidio di Marta Russo, ha compiuto un sopralluogo sul campo di calcetto.
Il perito, in particolare, prese in esame la traiettoria dei proiettili che quella sera furono sparati con un fucile. L’ipotesi, che l’esame dovrà confermare o meno, è quella che il sicario abbia voluto colpire più persone, circostanza che potrebbe far scattare l'accusa di strage.

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?