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Nave dei veleni, la Regione: "il Governo sottovaluta la situazione"

Basilicata

E' stato l’assessore all’ambiente Silvio Greco a denunciare lo stallo a livello governativo

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La Regione Calabria accusa il governo nazionale di sottovalutare la situazione verificatasi nel Tirreno cosentino dopo il rinvenimento di un relitto che, secondo le indicazioni del pentito Francesco Fonti, sarebbe stata affondata dalla 'ndrangheta perchè conterrebbe scorie tossiche.
A margine di una coinferenza stampa convocata dal presidente Agazio Loiero per annunciare l’arrivo nella regione di due dirigenti esperti dell’Ispra, l’istituto superiore per la ricerca ambientale, è stato l’assessore all’ambiente Silvio Greco a denunciare lo stallo a livello governativo.
«Siamo preoccupati – ha detto Greco – perchè sappiano che la nave va rimossa dal mare calabrese. Il governo dovrebbe inoltre perparare un piano per identificare e rimuovere anche le altre due navi che il pentito dice essere state affondate nelle nostre acque. Se è risultato credibile nell’indicare il relitto di Cetraro, non vedo perchè non gli si dovrebbe dare credito negli altri due casi. Ma è inconcepibile – ha aggiunto - che il consiglio dei ministri non si sia ancora riunito per affrontare l’emergenza.
È una sottovalutazione incomprensibile della situazione – ha aggiunto ancora Greco – che penso troverà una risposta a livello comunitario, vista l’attenzione dimostrata dal commissario all’ambiente, che credo a breve chiederà notizie sulla situazione».
Sull'immobilismo del Governo è intervenuto anche il sindaco di Cetraro, Giuseppe Aieta (nella foto): «A Cetraro si vivono opre drammatiche. L'economia è in ginocchio. I pescatori non vendono più nemmeno una sogliola – ha detto – perchè la popolazione è allarmata per il rischio incombente sulla salute. Il problema è tranquillizzare la popolazione di cetraro e del Tirreno. Ma non ho sentito l’interesse del governo nazionale. Eppure sono state reiterate le richieste di incontri. Non è servita neanche la mobilitazione dei sindaci. C'è la presenza della Regione e della provincia di Cosenza, ma non quella del governo, di cui avverto la lontananza. Io mi sto impegnado – ha aggiunto – personalmente nel tentativo di rassicurare i miei cittadini. Approfitto anche delle messe, alle quali sono invitato a partecipare dai parroci affinchè possa parlare alla gente, ma è il governo che deve prendere in mano la situazione».

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