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Il COMMENTO
Biblioteche pubbliche per costruire il futuro

Basilicata

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di GIACINTO PISANI
Si è svolto dal 23 al 27 agosto a Milano un importante congresso bibliotecario, organizzato dall'Ifla, la principale associazione bibliotecaria del mondo, sul tema: le biblioteche costruiscono il futuro basandosi sull'eredità culturale. Al convegno hanno partecipato i delegati delle grandi biblioteche nazionali, universitarie, civiche, specialistiche, oltre naturalmente agli operatori del mondo della cultura e della editoria: circa cinquemila tra bibliotecari, editori, operatori di cultura, provenienti da oltre centotrenta paesi. Giornali radio e TV hanno dedicato molta attenzione al congresso e in particolar modo alle biblioteche italiane, con oltre un centinaio tra articoli interviste e segnalazioni. Ci è parso opportuno dare notizia dell'evento anche su questo giornale, da sempre attento e sensibile alle tematiche culturali del nostro tempo, facendo seguire, alla informazione del convegno, alcune riflessioni sulle biblioteche pubbliche di enti locali della nostra regione. In occasione di questa importante manifestazione, Mauro Guerrini, presidente dell'Associazione Italiana Biblioteche, in un articolo pubblicato sul Sole 24 ore, ha scritto che il processo di modernizzazione e di rinnovamento, che nella seconda metà del secolo scorso ha interessato l'organizzazione bibliotecaria mondiale, soprattutto a partire dalla fine degli anni '80 ha investito anche il nostro Paese. “Le biblioteche italiane - si legge nell'articolo - si sono trasformate profondamente negli ultimi due decenni; gestite sempre più diffusamente con criteri manageriali, curano la qualità dei servizi d'informazione e di documentazione offerti ai propri lettori. Persistono indubbiamente ancora lacune e disomogeneità, e sono proprio i bibliotecari a denunciare per primi i ritardi, a chiedere la definizione di una politica nazionale per le biblioteche. Gli esempi di biblioteche e di sistemi bibliotecari di eccellenza sono numerosi e riguardano piccole e grandi strutture bibliotecarie, in prevalenza al Nord e al Centro, con significative realizzazioni al Sud e nelle isole”. Di fronte ad una realtà bibliotecaria nazionale quasi dappertutto in movimento, la situazione bibliotecaria qui da noi in Calabria, se pure in alcuni settori ha mosso dei passi avanti, anche dopo il trasferimento della materia alla competenza regionale appare ancora segnata da un forte squilibrio, per la persistenza dei dati negativi che la caratterizzano. Ha scritto Gilberto Floriani, direttore del Sistema bibliotecario Vibonese, in un suo articolo apparso di recente su questo giornale: “Purtroppo la costruzione del servizio bibliotecario regionale non ha comportato il miglioramento complessivo delle biblioteche sul territorio, le quali per la maggior parte continuano ad essere ben lontane dagli standard di funzionamento accettati in qualsiasi contesto che voglia apparire civile: locali inadatti e angusti, assenza di personale, orari di apertura insufficienti, ristrettezza e inadeguatezza delle raccolte. Si consideri che la maggior parte delle biblioteche esistenti in Calabria ha da moltissimo tempo un patrimonio documentario sotto alle 3.000 unità”. Floriani dà atto alla Regione Calabria di avere, soprattutto in questi ultimi dieci anni, operato degli investimenti importanti a favore delle biblioteche calabresi, in materia di catalogazione informatica di fondi librari e di realizzazione di mediateche, ma lamenta la mancata continuità di questi interventi e, in particolare, l'assenza di adeguate risorse a favore dei suddetti servizi in alcuni recenti documenti di programmazione regionale, con il rischio di una effettiva vanificazione degli interventi compiuti nel passato. Le preoccupazioni di Floriani riflettono l'esigenza comunemente avvertita di un miglioramento delle nostre biblioteche pubbliche di enti locali. E' necessario, cioè, superare anche qui in Calabria il modello di biblioteca pubblica, povero di attrezzature e di servizi, ancora largamente presente nella realtà bibliotecaria calabrese, per far nascere e consolidare un nuovo modello di biblioteca pubblica, di profilo europeo, in grado di realizzare un forte ed incisivo rapporto con la comunità. Soprattutto qui da noi in Calabria, dove, per una serie di cause di varia natura, il livello sociale e culturale delle nostre popolazioni non è certo dei più elevati, non possiamo permetterci biblioteche scadenti, prive delle necessarie attrezzature, poco conosciute e quindi poco frequentate dai cittadini. Il problema, è evidente, è essenzialmente di natura politico - amministrativa, la cui soluzione resta, appunto per questo, affidata alla sensibilità e alla responsabilità delle amministrazioni locali. E' necessario, cioè, che le istituzioni locali calabresi dimostrino nei fatti il riconoscimento del servizio bibliotecario tra quelli di primaria importanza per la vita civile delle comunità da loro amministrate, e, di conseguenza, attribuiscano a questo servizio ruoli funzioni e stanziamenti meglio definiti e più rafforzati, nell'ambito e accanto agli altri servizi comunali e provinciali predisposti per il cittadino. La scelta di fondo da fare, pertanto, da parte della Regione Calabria e delle amministrazioni provinciali e comunali calabresi, per una politica bibliotecaria nuova, per la costruzione di un servizio bibliotecario nuovo, ricco di proposte e di stimoli culturali per il pubblico, è quella di favorire gradualmente la realizzazione di piccole e grandi biblioteche bene attrezzate, in grado di operare secondo gli standard europei nei vari settori di attività, e quindi: nella politica degli acquisti, che deve essere condotta in stretta connessione con il mondo editoriale nazionale e regionale; nell'offerta del libro, soprattutto per quanto riguarda gli orari di apertura al pubblico; negli spazi architettonici; nell'assetto organizzativo del personale; nelle nuove tecnologie informatiche e multimediali; nell'attività di socializzazione del bene librario; nell'attività di interazione con la scuola, le istituzioni e le associazioni culturali del territorio. “Il capitale umano - ha scritto di recente il vice presidente della giunta regionale della Calabria, in occasione dell'apertura del nuovo anno scolastico, - è la principale ricchezza di una comunità. Un popolo è ricco se può disporre di un patrimonio di capacità cognitive alte e diffuse”. Credere nella funzione educativa e formativa del libro e della lettura, sollecitare e incoraggiare giovani e adulti ad accedere agevolmente “ alla conoscenza, al pensiero, alla cultura, all'informazione”, - come è scritto nel Manifesto Unesco 1994, tramite il servizio di ben fornite e attrezzate biblioteche , significa appunto contribuire a creare questo capitale umano, e quindi contribuire a costruire un migliore futuro civile e sociale delle nostre popolazioni.

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