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Comune in bilico. Buccico pronto a lasciare

Basilicata

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di PIERO QUARTO e ANTONELLA CIERVO
«SE NEI PROSSIMI giorni mi rendo conto di non poter andare avanti non mi tratterrò un’ora in più del necessario». E’ così che il sindaco di Matera, Nicola Buccico ha concluso ieri sera il dibattito politico in Consiglio comunale con il suo interventi che ha fatto seguito ad una serie di altri dei consiglieri di maggioranza e di opposizione.
L’idea iniziale era decisamente quella di un appuntamento ed un discorso interlocutorio in vista dei prossimi Consigli ma la situazione politica era tale che inevitabilmente le richieste di verifica dei numeri e della maggioranza non sono mancate al sindaco.
Il primo cittadino però ha ribattuto alle critiche ed ha chiarito le sue idee che lasciano pensare ad un prossimo e risolutivo Consiglio in cui si conosceranno le sue decisioni, sempre che non ci siano prese di posizione prima di quella fatidica data.
Ma Buccico è stato chiaro: «non ho nessuna intenzione di tirare a campare, nè di rimanere abbarbicato alla poltrona, mi rendo conto che per andare avanti servono i numeri e soprattutto la stabilità necessaria ma penso anche che ci dovrà essere un prossimo consiglio.
Valuterò», ha continuato il primo cittadino, «nei prossimi giorni che sbocco ci sarà, se ci saranno i numeri andrò avanti, altrimenti il mio mandato cesserà ma senza drammi».
Il primo cittadino non ha perso occasione nemmeno per spiegare la fragilità della sua maggioranza e dei pezzi persi per strada ed ha spiegato: «è falso dire che abbiamo disatteso i programmi, verificheremo il percorso fatto e sono cosciente di trovarmi in una situazione seria che non sottovaluto. Al momento delle valutazioni saranno tratte le conclusioni, certo mi rendo conto che quando si avverte l’odore del sangue il toro deve essere infilzato ed in questo caso l’interesse generale è destinato a soccombere». Poi sulle scelte e sulla maggioranza: «le scelte fatte sono state nell’interesse della città, ho rinunciato al posto in Senato, ho fatto il sindaco senza prendere una lira. Ringrazio la città che ho servito ripristinando la legalità quotidiana e sconosciuta, abbiamo spezzato il regime delle proroghe. Ringrazio il mio gruppo che, sia An sia Forza Italia, mi ha sempre sostenuto e non ne ho mai avuto dubbio, non appartengono al mio gruppo coloro che si sono aggiunti nelle salmerie belliche successive.
Il fallimento vero è stato delle liste civiche. Se avessi cacciato Acito avrei avuto vita più facile ma non l’ho fatto ed ho pagato il prezzo alla mia coerenza che è un valore. Non si può invece durare con le oscillazioni senza senso come un pendolo impazzito, guardate chi si è spostato da un polo all’altro. Io non l’ho mai fatto, non ne sono capace, sono attaccato al rispetto di me e degli altri. Ma credo che bisogna combattere contro questa infezione della politica a Matera. Io comunque potrò cessare di essere sindaco ma nessuno mi potrà mai impedire di continuare a svolgere la mia funzione di cittadino».
Il consiglio comunale, d'altronde, aveva già mostrato i punti deboli dell'amministrazione, pur con qualche elemento positiov, prima fra tutti la stabilizzazione delle 20 ausiliarie del traffico.
POCO prima delle 20 di ieri sera il futuro delle 20 ausiliarie al traffico si è trasformato in un’occupazione. Il consiglio comunale ha approvato all’unanimità il punto 6.D della variazione di bilancio che prevedeva uno stanziamento di 100.157 euro. «Non dovere ringraziare nessuno - ha spiegato il sindaco - da oggi siete liberi perchè stato il vostro lavoro a farvi ottenere questo risultato». Le premesse perchè il consiglio comunale di ieri fosse fra i più affollati degli ultimi tempi, c’erano tutte: a cominciare dalla proposta di cosiddetto “spacchettamento”, ovvero di suddivisione per temi dell’intera manovra, che ha funzionato. Lo aveva confermato, poco prima della seduta anche l’assessore al Bilancio, Eustachio Quintano rinviando al mittente le polemiche degli ultimi giorni e soprattutto la querelle con il capogruppo dell’Udc, Giuliano Cappella secondo il quale la sua posizione esterna alla maggioranza era stata provocata dalle dichiarazioni dell’assessore: «Se fossi stato io l’artefice di questa decisione - ha spiegato - ne sarei stato orgoglioso, ma purtroppo non è dipeso da me. La scelta era precedente, così come le mie dichiarazioni non riguardavano il partito, ma il comportamento di Cappella. Se nelle mie parole qualcuno ha voluto leggere un’offesa al partito, ai sostenitori sani dell’Udc me ne dispiace. Il linguaggio di Cappella che parla dei suoi uomini, del suo partito, è quello a cui ho fatto riferimento. Non voglio che le mie dichiarazioni vengano strumentalizzate».
Al sindaco Buccico il compito di chiarire, nel corso della seduta, l’equilibrio della maggioranza. «Non esiste amministrazione monocratica - ha aggiunto - ma i chiarimenti rappresentano un atto di correttezza concreta e di individuazione dei nomi dei responsabili».
Clamoroso il caso del terzo punto all’ordine del giorno, sull’atto di indirizzo al dirigente di settore in merito al servizio di trasporto pubblico. Dopo essere stato approvato da 11 commissioni, è stata ritirato con 22 voti favorevoli e 14 contrari, segno di una maggioranza che ha mostrato le sue debolezze (si sono assentati i consiglieri Bagnale, direttore della Casam e Lamacchia, consigliere di amministrazione delle Fal). «Un regalo alla maggioranza - ha spiegato il consigliere Francesco Di Pede - così il servizio di trasporto pubblico non potrà essere rinnovato, per colpa dell’opposizione». Il sindaco, prima della bocciatura, aveva spiegato: «E’ una delle pratiche più approfondite, recepita in tutta le sue osservazioni. E’ mia intenzione portare a termine tutte le attività».
Gli 860 mila euro provenienti da residui dell’esecuzione di opere pubbliche, approvato all’unanimità, prevede 35 mila euro per l’acquisizione di immobili, 350 mila per le urbanizzazioni, 75 mila per gli interventi stradali, 25 mila per le edicole, 200 mila per piazzetta Pascoli e 181 mila per gli interventi per i crolli).
Ma è stato il 6° punto all’ordine del giorno, la famigerata variazione di bilancio, a tenere banco. Nelle sue differenti voci (dal punto A al punto D), le fasi del dibattito si sono susseguite per giungere ad un confronto a tratti serrato che ha portato il sindaco a chiarire, pur tra le righe, di volersi assogettare a speculazioni distorsive del dibattito: «Se avessi voluto tirare a campare mi sarei piegato ai compromessi». Il punto 6.A (affiamento a Nigro da 150 mila euro e riaccatastamento dell’Auditorium da 40 mila euro) è stato ritirato dal sindaco. Il punto 6.B (trasferimento regionali alla Casam per 116 mila euro, fondi per il comitato Maria Santissima della Bruna per 60 mila euro e fondi per punto informativo Apt di piazza della Visitazione pari a 16 mila euro) è stato approvato all’unanimità. Il punto 6.C ha avuto lo stesso iter (fondi Fas per il Sistema Integrato Territoriale pari a 409 mila euro e 600 mila euro per il completamento dei lavori alla Casa Cava).

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