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Crotone: tumori, l'Arpacal avvia indagine epidemologica

Basilicata

L'indagine per verificare gli effetti delle emergenze ambientali in corso nel territorio sull'incidenza di tumori nella popolazione crotonese

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«Su impulso del Presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero, e dell’Assessore regionale alle Politiche ambientali, Silvio Greco, il Direttore generale dell’Arpacal (Agenzia regionale per la protezione dell’Ambiente della Calabria), Vincenzo Mollace, d’intesa con il Sindaco di Crotone, Peppino Vallone, ed il Direttore generale dell’azienda sanitaria di Crotone, Mimmo Scuderi, ha istituito una task force immediatamente operativa per avviare una campagna di monitoraggio e ricerca sul territorio della città di Crotone, al fine di verificare gli effetti delle emergenze ambientali in corso nel territorio sull'incidenza di tumori nella popolazione crotonese, che potrebbero essere stati determinati da alterazioni delle matrici ambientali ed anche alimentari». A comunicarlo è la stessa Arpacal.
«La task force – spiega una nota – opererà su un campione di cittadini crotonesi, realizzando diversi test d’indagine che individuino la presenza di eventuali tossicità, anche attraverso l’analisi dei capelli e della pelle, con procedure molto sofisticate, come il Direct Mercury Analizer, che individua la presenza di mercurio, e l'ICP Massa che segnala la presenza di altri metalli pesanti anche in matrici biologiche. Nello specifico, infatti, con l'attività della task force – individuando la presenza eventuale di metalli pesanti quali cadmio, alluminio, mercurio, piombo, arsenico, che sono elementi in grado di alterare a diversi livelli, in fase cronica e acuta, alcune funzioni biologiche dell’organismo – si potrà verificare, anche attraverso studi statistici e modelli epidemiologici, l'incidenza di patologie tumorali da ascrivere a potenziali fenomeni di contaminazione ambientale ed alimentare, individuando, quindi, le aree a più alto rischio di neoplasie, e ricercando modelli sperimentali di cancerogenesi ambientale con particolare riguardo al rischio integrato ambientale. Inoltre, attraverso prelievi ematici sui campioni di popolazione a rischio, saranno effettuate analisi bio-molecolari altamente sofisticate ai fini della ricerca di markers precoci di predisposizione allo sviluppo di patologie tumorali».
«Il territorio e la popolazione individuati per l’indagine – si fa rilevare – che partirà già dal prossimo mercoledì 30 settembre, con una riunione operativa dei tecnici della task force presso l’Asp crotonese, rappresentano anche un’area test da estendere ad altri territori regionali, come il comprensorio di Paola – Cetraro, interessato dalle recenti indagini ambientali sul ritrovamento di un relitto in mare, l’area industriale del Lametino e del Vibonese, il comprensorio di Gioia Tauro interessato dal termovalorizzatore, nonchè la costa jonica reggina e catanzarese, sede di recenti fenomeni di inquinamento da catrame. Si ricorderà, infine, che Arpacal, già l’anno scorso, aveva avviato un dettagliato monitoraggio della qualità dell’aria e delle emissioni nelle zone del Crotonese, nonchè un’analisi della matrice acqua, per accertare la possibile presenza di contaminanti ambientali, e più precisamente – è scritto infine – metalli pesanti o altri inquinanti dispersi nell’ambiente, potenzialmente tossici per la salute umana».

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