Salta al contenuto principale

Rifiuti, "Fare Ambiente": «Il Governo dichiari lo stato d'emergenza»

Basilicata

Il coordinatore regionale di Fare Ambiente, Antonio Iaconetti, ha inviato una lettera al Presidente del Consiglio ed al Ministro dell’Ambiente

Tempo di lettura: 
1 minuto 40 secondi

«Chiediamo un intervento deciso del Governo affinchè dichiari lo stato di emergenza ambientale per la Calabria e provveda alla bonifica ed alla messa in sicurezza del territorio».
È quanto sostiene il coordinatore regionale di Fare Ambiente, Antonio Iaconetti (in foto), in una lettera inviata al Presidente del Consiglio ed al Ministro dell’Ambiente.
«Siamo convinti – aggiunge Iaconetti – che un’azione rapida ed efficace potrà riscattare le omissioni del passato, facendo sentire questa terra come parte di quello Stato che oggi i calabresi avvertono con sempre maggiore lontananza. Il profondo disagio in cui versa la Calabria richiede interventi rapidi ed urgenti a tutela e salvaguardia della salute dei cittadini e dell’economia dell’intera regione. In parti consistenti del territorio è stata accertata la presenza di materiale fortemente tossico ed in alcune zone, come nell’area attraversata dal torrente Oliva, che sfocia nel mar Tirreno, i tecnici dell’Arpacal, oltre a sostanze fortemente nocive, come cobalto, rame, berillio, stagno, hanno registrato la presenza di cesio 137 che è un elemento radioattivo. Forte preoccupazione ha destato il ritrovamento, nelle acque cosentine antistanti Cetraro, del relitto di una nave, probabilmente la Cunski, che secondo un’inchiesta della magistratura che si avvale delle dichiarazioni di un pentito di 'ndrangheta, conterrebbe fusti di fanghi radioattivi». Secondo Iaconetti, «anche sulla fascia jonica la situazione è gravissima. A Crotone il porto, i ponti e viadotti, i piazzali attrezzati, le caserme e le piste ciclabili, le strade ed i palazzi, sarebbero stati costruiti utilizzando il famigerato conglomerato idraulico catalizzato, materiale rilevatosi radioattivo e nocivo per la salute e che potrebbe essere la causa dell’elevato numero di patologie tumorali nella popolazione. I calabresi sono allarmati, oltre che per la salubrità del mare e del territorio, anche per le ricadute negative già avvertite nel comparto turistico, nell’agricoltura, nella pesca».
«Ed è per questo – conclude Iaconetti – che, contestualmente, chiediamo che venga istituita una commissione d’inchiesta per accertare fatti, comportamenti e responsabilità, al fine di approntare quegli strumenti tecnici e legislativi che impediscano il ripetersi di accadimenti del genere».

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?