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Bronzi di Riace, via libera alla clonazione delle statue

Basilicata

Il Consiglio di Stato ha annulla la sentenza del Tar calabrese che vietava nel 2003 la "clonazione" dei Bronzi di Riace

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"Il Consiglio di Stato - ha annunciato il segretario della Cgil reggina Francesco Alì - ha dato il via libera alla clonazione dei Bronzi di Riace. Un via libera inappellabile - aggiunge - che apre uno scenario inquietante, soprattutto in questa fase in cui tanto incerto appare il destino dei Guerrieri di Riace”. Nonostante i numerosi pareri contrari, “Il Consiglio di Stato, purtroppo - scrive Alì - conferisce il crisma della legittimità alla riproduzione delle opere, quelle stesse opere che a breve lasceranno la città”.
E qui si inserisce il timore che forse, i cloni esistano già.
Intanto il Comitato per la valorizzazione dei Bronzi di Riace, che in questi mesi si è opposto al tentativo di trasferire i Bronzi all’ultimo G8, aderisce con convinzione all’Assemblea pubblica che si terrà questa sera al Teatro di Reggio TV a Campo Calabro.
«Ci siamo sempre opposti – si legge in un docuemnto del comitato – ad ogni ipotesi di spostamento dei Bronzi di Riace dalla loro sede naturale del Museo della Magna Grecia, supportati, oltre che del dissenso della cittadinanza, anche dal parere di tutti i tecnici fino ad ora interpellati, che hanno posto l’accento sulla fragilità dei due guerrieri. Abbiamo promosso una petizione popolare, cartacea ed on-line, che ha raccolto l'adesione di oltre 15 mila reggini e calabresi. Abbiamo presidiato il Museo, abbracciandolo con un «girotondo» ed una fiaccolata. Scampato il pericolo, grazie anche alla lotta messa in campo, abbiamo dato avvio ad una nuova fase, propositiva, volta a contribuire alla valorizzazione del patrimonio inestimabile costituito dai Bronzi e gli altri beni archeologici ospitati presso il Museo. Oggi siamo costretti a chiamare nuovamente i cittadini alla mobilitazione. Dopo aver incassato un pesante stop a luglio, infatti, i nemici dei Bronzi e di Reggio ci riprovano, mascherando la sottrazione delle due opere con un’operazione necessaria di lifting e restauro nella capitale. Non riusciamo a comprendere – continua il comitato – i motivi della fretta con cui, oggi, si voglia di nuovo proporre la partenza dei due capolavori bronzei e soprattutto il motivo per cui si sta compiendo questo «rapimento» nel silenzio di colui che dovrebbe esser, al cospetto dei reggini, il garante dell’incolumità e della fruibilità dei Bronzi: il sindaco Scopelliti. Perchè tutto questo mistero? Quali precauzioni saranno adottate per non danneggiare le due opere d’arte? Con quale mezzo di trasporto dovrebbero partire? Il Sindaco condivide il progetto di trasferimento? Quando torneranno i Bronzi? Ma, soprattutto, torneranno? Torneranno integri? È già programmata qualche altra meta (magari in Russia o in Cina)? Se si tratta di un viaggio per verificare lo stato di salute delle due statue perchè non si è fatto come nel 1994 quando due tra i migliori restauratori al mondo si trasferirono per circa un anno a Reggio Calabria per studiarle e restaurarle? Condividendo le proposte alternative avanzate da più parti sul futuro dei Bronzi, in primis la loro esposizione a Palazzo Campanella, parteciperemo – conclude la nota – con convinzione all’iniziativa di stasera, chiamando tutte le forze sensibili della città a prendervi parte».

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