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Certezza della pena, Di Pietro sostiene la petizione di Mario Congiusta

Basilicata

La petizione promossa dal padre di Gianluca, l'imprenditore ucciso a Siderno nel 2005, sostenuta dal leader di Italia dei Valori. "Non posso che apprezzare" ha detto il politico

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Attraverso la petizione, inviata al Ministro della Giustizia Angelino Alfano, alle Commissioni Giustizia di Camera e Senato ed a tutti i Parlamentari, Mario Congiusta ed i firmatari (ad oggi oltre 1100) chiedono la certezza dell’espiazione della pena almeno per reati legati alla criminalità organizzata ed a quelli contro la persona. Sulla questione il padre di Gianluca Congiusta, il giovane imprenditore della Locride ucciso dalla 'ndrangheta a Siderno il 24 maggio del 2005 ha ricevuto una missiva al leader di Italia dei Valori, Antonio Di Pietro. «Non posso che apprezzare la «Petizione popolare ex art. 50 della Costituzione 'Certezza della Penà» – ha scritto Di Pietro a Mario Congiusta – anche perchè contiene molte delle proposte presentate da Italia dei Valori in materia, che si è sempre battuta in questo senso, non dimenticando mai che la pena non deve essere una vendetta dello Stato nei confronti del reo, ma la giusta punizione inflitta, con tutte le garanzie costituzionali, anche al fine di rieducare il detenuto. Veda a questo proposito la voce «giustizia» nei 10 Punti per l'alternativa di governo nel sito di Italia dei Valori. Questa proposta – continua il parlamentare – contiene evidentemente la soddisfazione anche di un altro presupposto: la creazione di case di detenzione adeguate e dotate di tutte le strutture per recuperare i detenuti, specialmente i più giovani, attraverso lo studio e l’apprendimento di un mestiere, le principali cause che portano a delinquere. Quando sono stato Ministro dei LL.PP. ho avviato la costruzione di diversi carceri, i cui lavori dovrebbero essere accelerati al massimo, data anche l’attuale situazione esplosiva, che non si risolve certamente con un altro nefasto indulto, da IDV combattuto con tutte le sue forze, anche contro la propria allora maggioranza di governo. Ho provveduto comunque a trasmettere le sue considerazioni all’On. le Federico Palomba, vice presidente della Commissione Giustizia, che è a disposizione per ogni eventuale sua esigenza di approfondimento dell’argomento».

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