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Cosenza, aggressione nella sede del Pd
durante il congresso

Basilicata

Petrone denuncia di essere stato colpito. Intervengono due volanti della Polizia

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Interviene la polizia nella sede del Pd di Cosenza dopo che un militante ha denunciato di essere stato aggredito e colpito. La persona aggredita è Gabriele Petrone il quale, afferma in una nota, di essere stato aggredito personalmente «da un tale che sedeva alla Presidenza del Congresso di circolo nel tentativo di impedirmi di svolgere semplicemente il mio solito lavoro d’informazione per Demopaper, il quotidiano online del partito democratico cosentino. Si è tentato prima verbalmente e poi fisicamente di impedirmi di fotografare la sala della Federazione e i convenuti e, successivamente, sono stato aggredito e colpito. A seguito dell’aggressione sono intervenute, nei locali del PD, le forze dell’ordine. Dopo aver segnalato l’accaduto alla locale Questura mi sono riservato ogni e qualsiasi tutela nelle sedi opportune. Tuttavia non è questo il problema. La questione è che non vorrei che l'aggressione fosse dovuta alla necessità di creare un clima di tensione che scoraggi la partecipazione al libero voto delle primarie del 25 ottobre».
Con una nota, il segretario del circolo 2 di Cosenza del Pd, Maximiliano Granata, esprime solidarietà a Petrone: «Esprimo solidarietà a nome mio e del circolo II di Cosenza al responsabile di Demopaper, aggredito durante lo svolgimento di un congresso farsa. D’altro canto - aggiunge - era assolutamente ovvio che qualcuno avrebbe tentato di impedire e documentare evidenti irregolarità, come da noi denunciato con ampio anticipo. Infatti io, nella qualità di segretario di Circolo, liberamente eletto con le Primarie, insieme al vicesegretario e a tutto il direttivo, avevamo anticipato già ieri con una lettera all’onorevole Maurizio Migliavacca il comportamento illegittimo e provocatorio tenuto da una parte molto modesta e minoritaria del nostro circolo, sottolineando l’irresponsabilità di chi favoriva la riconvocazione del congresso all’insaputa non solo degli organismi direttivi di circolo, ma anche degli stessi iscritti». «E' proprio il caso di dire - conclude Granata - che chi semina vento raccoglie tempesta. È ovvio che comportamenti così irresponsabili non fanno altro che allontanare la gente dal partito e dalla politica».

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