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«Mai si è immaginata l'Italia senza il Sud»

Basilicata

Il presidente della Repubblica Napolitano a Palazzo Lanfranchi a Matera richiama ai valori dell'unità nazionale e della comune necessità di crescita: «Non ci sarà sviluppo senza il Mezzogiorno». Poi b

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di PIERO QUARTO
MATERA - E' durato circa quindici minuti il discorso di Giorgio Napolitano ieri mattina a Palazzo Lanfranchi a Matera dove ha partecipato ad un convegno su cultura e turismo e ribadito in particolare il ruolo essenziale del Sud e del Mezzogiorno. Il Capo dello Stato ha spiegato senza esitazioni: «Oggi c'è un grande impegno per valorizzare la cultura ed il turismo del Mezzogiorno, è questa una nuova prospettiva di sviluppo del Sud, è questo il vostro patrimonio, un patrimonio di Italia unita che è parte del più grande patrimonio artistico che mai abbiamo potuto visitare. Mai in passato si è immaginato di fare l'Italia senza il Mezzogiorno, senza non c'è l'Italia e non ci sarà alcuno sviluppo senza il Mezzogiorno». Poi ancora Napolitano ha rincarato: «serve un'opera di sintesi di consapevolezza e di unità e un impegno convergente per far crescere il nostro paese che potrà mantenere il posto che gli spetta solo se rafforzerà la propria unità».
Il Capo dello Stato non ha mancato anche di fare una piccola stoccata alla politica e ha ricordato l'impegno di Michele Bianco per Matera e la Basilicata: «erano tempi di civiltà tra schieramenti politica e tra le persone che facevano politica. Da allora molto si è fatto ma su questo posso essere nostalgico».
Il presidente della Repubblica ha concluso intorno alle 12 la sua visita a Matera ed è immediatamente ripartito per Potenza, in mattinata aveva visitato il Musma e si era poi fermato per qualche minuto tra i bambini presenti all'esterno di Palazzo Lanfranchi. Il suo intervento era stato preceduto da quello del sindaco Buccico che aveva regalato una copia del 1946 del Cristo si è fermato ad Eboli e poi di Nicola Rizzi presidente del Circolo culturale La Scaletta e del rettore dell'Università di Venezia Amerigo Restucci.

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