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Comune di Matera.Buccico decide oggi

Basilicata

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di ANTONELLA CIERVO
NELL’incertezza delle ultime ore, c’è un solo dato che emerge: il sindaco Buccico onorerà il suo impegno, mettendo fine al suo mandato con le dimissioni che stamattina dovrebbero, di fatto, annullare la convocazione del consiglio comunale prevista oggi alle 17 nella sala delle adunanze di via La Vista. Il passaggio, che esclude ipotesi legate ad un atto reso in pubblico nel corso della seduta dell’assemblea, aprirebbe la strada ad una serie di atti obbligati che spetterebbero al Prefetto.
Due le ipotesi possibili: attendere i 20 giorni previsti dalla legge per confermare le dimissioni del sindaco e proclamare nuove elezioni oppure nominare immediatamente un commissario a cui affidare le sorti fino alle elezioni e, nel caso, anche l’approvazione della variazione di bilancio, atto intorno al quale si è ufficializzata la crisi.
Le voci che si rincorrono nelle ultime ore si concentrano anche su eventuali recuperi in “zona Cesarini” per evitare il ricorso alle urne in un momento in cui maggioranza ed opposizione non si trovano nelle migliori condizioni per affrontare gli elettori.
Resta il fatto che 27 mesi dopo la sua elezione, Emilio Nicola Buccico ha dovuto prendere atto delle divisioni interne alla sua maggioranza riconoscendo, proprio in una recente intervista al Quotidiano che i partiti hanno bisogno di maggiore confronto interno. Un mea culpa che oggi ha il sapore di una sorta di avvertimento, di riconoscimento di una realtà politica che è ormai alle sue spalle.
Da oggi, dunque, per l’amministrazione comunale di Matera potrebbe aprirsi una fase particolarmente difficile, affidata al commissariamento e all’incertezza dovuta ad uno status quo singolare con il quale l’intera macchina amministrativa dovrebbe fare i conti.
Sotto il profilo pratico, le dimissioni di Buccico, consegnate alla segreteria generale del Comune, verrebbero comunicate subito dopo ai consiglieri comunali con automatico annullamento dell’assemblea prevista alle 17. Il condizionale è d’obbligo, per dovere di cronaca.

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