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Le dichiarazioni di Venditti sulla Calabria,
il cantautore romano si giustifica

Basilicata

La Calabria ferocemente arrabbiata con il cantante romano per le sue dichiarazioni offensive

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Numerose sono state le reazioni a seguito di alcune dichiarazione che il cantautore italiano, Antonello Venditti, avrebbe rilasciato durante un suo concerto in Sicilia che offenderebbero la Calabria: «Perchè Dio – ha detto durante il cantautore – ha creato la Calabria?» E ancora: «speriamo che facciano il ponte sullo stretto così la Calabria ha una ragione di esistere»; e inoltre «In Calabria non c'è nulla, nè arte e nè cultura».
Da queste dichiarazioni è nata una vera e propria polemica tutta calabrese contro il cantante romano.

RLB
Radio Libera Bisignano, una delle emittenti radiofoniche storiche della regione, si dice indignata per le dichiarazioni del cantautore romano ed ha proposto alla parte editoriale l'assunzione di una iniziativa che mira a non mandare in onda dischi di Antonello Venditti «fino a che il cantautore non ritorni sui suoi passi e chieda scusa ai calabresi».

IL SINDACO SCOPELLITI«Come calabresi siamo indignati e offesi dalle dichiarazioni di Antonello Venditti». Lo afferma il sindaco di Reggio Calabria, facendo riferimento a quanto affermato dal cantautore: «Quanto da lui affermato – aggiunge Scopelliti –è inequivocabile perchè comprovato dalle immagini che ormai spopolano su Internet. Ciò che mi domando è come sia possibile esprimere giudizi gratuiti con questa nonchalance. Anche perchè Venditti spesso è venuto in Calabria, riscuotendo consenso, successo, applausi e fiumi di danaro».
Secondo Scopelliti, «nel tentativo assai infelice di fare una battuta sulla 'rivalita» tra Calabria e Sicilia, il cantautore romano non si è reso conto di aver detto un cumulo di sciocchezze. Attendiamo le sue scuse. Può farcele anche prima che venga realizzato il Ponte, sebbene lo si possa rassicurare su due circostanze: non solo sul collegamento stabile tra le due sponde dello Stretto che si farà e presto, ma anche sul fatto che la Calabria esiste già. Forse ciò che non esiste è la supposta egemonia culturale di certi artisti che si autodefiniscono nazional-popolari e che, invece, sputano sentenze dai loro lussuosi salotti romani».

FACEBOOK
La Calabria interattiva si è mossa subito contro il cantante romani e in poche ore, sono nati otto gruppi su Facebook contro Antonello Venditti per le sue dichiarazioni. Il gruppo che ha raccolto più adesioni, 732, è «petizione online contro le idiozie di Antonello Venditti sulla Calabria». C'è poi «la Calabria odia Antonello Venditti», con 353 membri. Infine, c'è «Antonello Venditti: Dio, perchè hai fatto la Calabria?», con 378 adesioni.

LA RISPOSTA DI VENDITTI
Tra le tante reazioni arriva però la dichiarazione dello stesso cantante che ha diramato le sue "giustificazioni": «Ho dedicato 'Stella', una canzone-preghiera, alla Calabria, una terra che amo moltissimo ma che è, sotto molti profili, disagiata per notissimi problemi che ne pregiudicano il futuro sereno che invece meritano tutti i calabresi, soprattutto i giovani. In questo senso ho auspicato che qualcuno deve fare qualcosa».
Replica così il cantautore romano alle accuse mosse nei suoi confronti dopo le sue dichiarazioni durante un concerto in Sicilia.
«La mia denuncia nata, lo ripeto, dall’amore per la terra calabrese e per le persone oneste che la abitano – ha replicato Venditti – ha mutato il proprio significato attraverso il gioco di omissioni e tagli giornalistici alle dichiarazioni rese, nonchè di commenti certamente non continenti che mi hanno descritto come un male al pari della 'ndrangheta.
L’ascolto integrale delle mie dichiarazioni attraverso il filmato pubblicato su YouTube, peraltro senza alcun consenso nè da parte mia nè da parte dell’organizzatore del concerto, rende il significato esatto delle mie parole. Le dichiarazioni di cui tanto si parla si riferiscono al 2008 – ha poi concluso il cantante – e nell’estate del 2009 ho cantato nuovamente in Calabria, nell’area portuale di Corigliano Calabro, esprimendo ancora parole d’amore e di denuncia davanti a 100 mila persone. Tutti hanno capito ed applaudito. Ma se, come è evidente, si preferisce il silenzio di chi denuncia ciò vuol dire che le parole possono ancora muovere le coscienze. Ciò di cui invece bisogna aver terrore è proprio il silenzio».

90138Guarda il Video pubblicato su youtube.com

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