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Sanità, Loiero: «Credevamo di tenere i conti sotto controllo ma non era così»

Basilicata

Loiero alla commissione parlamentare sugli errori sanitari ricostruisce la situazione della Sanità calabrese degli ultimi due anni e tira in campo anche l'ex assessore regionale al ramo, Doris Lo Moro

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«Ci siamo illusi di tenere i conti della sanità sotto controllo, ma non era così». Lo ha detto il governatore della Calabria Agazio Loiero in un’audizione alla commissione parlamentare d’inchiesta sugli errori sanitari. Loiero ha ricapitolato quanto accaduto negli ultimi anni nella sanità calabrese, premettendo però che la Calabria fa i conti «con la criminalità più potente del pianeta» e che anche ragionando di sanità bisogna farlo «al netto di sprechi, infiltrazioni, collusioni». Il governatore ha ricordato come, a suo tempo, «il vicepresidente della giunta mi pregò di fare una verifica sui conti. Ma l’allora assessore alla Sanità, Doris Lo Moro, mi tranquillizzò e questa operazione verità non si fece. Anzi, nel 2007 approvammo in piano sanitario che era di tipo espansionistico. Lo Moro veniva dal mondo della magistratura, l'avevo scelta per dare un segnale di cambiamento», ha aggiunto riferendosi all’allora assessore che ora, tra l’altro, parlamentare del Pd, siede nella commissione parlamentare d’inchiesta sugli errori sanitari. «Poi – ha proseguito Loiero – tra 2007 e 2008 due Asl sono state commissariate per infiltrazioni mafiose. E nell’estate 2007 insorgono i primi dubbi sui conti. Mi rendo conto che dovrei avere forse più pudore – ha ammesso – ma allora mi resi conto della situazione, della inaffidabilità dei dati forniti dalle aziende, della carenza di liquidità che ha costretto ad anticipi di ragioneria, facendo crescere a dismisura il debito».
Tuttavia «non è tutto negativo, ci sono motivi di speranza», ha concluso Agazio Loiero dopo due ore e mezza di chiarimenti davanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta sugli errori sanitari presieduta da Leoluca Orlando. Per Loiero «l'obiettivo del nostro lavoro avviato con il ripristino di parametri di legalità nel settore sanitario dove due Asl sono state commissariate per mafia, è proseguito e prosegue nell’intento di migliorare l’offerta tramite servizi territoriali e rete ospedaliera riqualificata». Annunciando la chiusura di 12 ospedali («viene anche imposto dal piano di rientro presentato al Governo»), Loiero pure davanti a posizioni critiche provenienti da parlamentari del centrodestra (Francesco Nucara si è detto fortemente deluso) ha ricevuto apprezzamenti generali per il modo in cui sta affrontando la questione del risanamento del settore sanitario. Maria Grazia Laganà, del Pd, ha detto di condividere l’azione del presidente Loiero, e lo stesso presidente della Commissione Orlando – che ha insistito sull'opportunita di applicare sanzioni severe contro coloro che commettono errori per ridare fiducia ai cittadini calabresi – ha giudicato le parole di Loiero come dimostrazione che la Regione intende fare fino in fondo la propria parte nell’opera di razionalizzazione e messa a regime del settore sanità. Il deputato siciliano Giovanni Burtone, del Pd, dal canto suo ha espresso totale apprezzamento: «Condivido l’impostazione di Loiero. Quelle meridionali non possono assolutamente essere considerate regioni canaglia. Ci sono problemi ovunque ma le regioni del sud chiedono un impegno solidale dello Stato centrale per risolvere definitivamente problemi antichi».

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