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Sanità: riordinare il comparto, convegno a Catanzaro

Basilicata

I tre elementi per ridare fiato alla sanità calabrese: riordino della rete ospedaliera, riorganizzazione del personale, ottimizzazione dei percorsi di diagnosi e terapia

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Tavola rotonda sul tema «Sanità e federalismo: quali scenari?», nell’ambito del convegno «La percezione del rischio nella gestione clinica del paziente», in corso a Catanzaro.
Alla sessione, moderata dalla giornalista del TG1 Tiziana Ferrario, prendono parte ricercatori, esperti di sanità pubblica, rappresentanti delle Istituzioni e del mondo dell’industria farmaceutica.
«Il solo comparto sanitario in Calabria rappresenta il 75-80 per cento dell’intero bilancio regionale e registra attualmente un deficit di 2 miliardi e 300 milioni di euro – spiega il professor Francesco Perticone, Ordinario di Medicina Interna presso l’Università «Magna Graecia» di Catanzaro. Diventa quindi fondamentale individuare strategie che consentano una migliore gestione economica per questa che è la prima «azienda» della regione. Il riordino della rete ospedaliera è sicuramente un passo irrinunciabile: in Calabria ci sono 39 ospedali ma poco meno della metà può contare su una disponibilità di posti letto accettabile. Altrettanto importante è riorganizzare il personale in base alle necessità effettive dei pazienti e studiare percorsi di prevenzione, diagnosi e cura per assicurare effettivamente ad ogni persona quanto di meglio possa offrire oggi la medicina».
Perchè il federalismo sanitario possa consentire a tutti i cittadini di avere uguali risposte ai propri bisogni di salute in tutte le regioni, evitando di creare un’Italia a due velocità, è fondamentale una maggior attenzione alle scelte politiche di indirizzo. In quest’epoca di congiuntura economica negativa e di costante tensione al risparmio, il Governo centrale può dare indicazioni alle singole regioni, che avranno poi il compito di affrontare al meglio le eventuali ristrettezze. Si tratta quindi di un percorso ancora da definire completamente, in cui un ruolo di prim'ordine è giocato anche dall’industria farmaceutica.
«L'impegno di Sanofi-Aventis, leader globale nella salute, è quello di porre al centro delle proprie attività i bisogni del paziente – fa sapere Arturo Zanni, Deputy General Manager sanofi-aventis Italia. Per rispondere in modo adeguato a queste esigenze, è indispensabile la collaborazione con le Istituzioni sanitarie, la classe medica e i cittadini per individuare soluzioni che consentano di ottimizzare l’impatto dei medicinali. A tutto vantaggio dell’appropriatezza terapeutica, cioè dell’impiego del farmaco nel modo migliore e nel paziente che ne ha davvero bisogno. Per questo abbiamo scelto di partecipare a iniziative come quella odierna, che intende proporre soluzioni per migliorare la sanità in Calabria. In Italia sanofi-aventis è leader nel settore e può contare su 5 siti produttivi e 3 unità di Ricerca, per un totale di circa 3.200 collaboratori. Produce e distribuisce, nel nostro Paese e nel mondo, farmaci e vaccini per la prevenzione e la cura delle patologie più diffuse. Non solo. Il Gruppo continua ad investire nel nostro Paese e intende porsi come 'motorè di innovazione grazie alla propria ricerca e al proprio know-how, favorendo inoltre condizioni che migliorino globalmente l’offerta del sistema sanitario.» Per coniugare efficacia ed efficienza nel sistema sanitario calabrese è necessario comunque che oltre all’appropriatezza nell’impiego dei farmaci si studino anche percorsi comuni tra i diversi specialisti in grado di ottimizzare il livello assistenziale e controllare meglio le spese. «Il nostro congresso, che ha riunito circa 120 specialisti (cardiologi, geriatri, nefrologi, internisti e diabetologi), ha proprio questo obiettivo – conclude Perticone. In questi giorni di lavoro abbiamo puntato ad uniformare il linguaggio tra medici di aree diverse perchè si arrivi a seguire protocolli di prevenzione, diagnosi e terapia comuni. In questo modo si possono migliorare i risultati del nostro lavoro oltre che consentire una razionalizzazione della spesa». Le ricadute per il cittadino-paziente sono intuitive: un malato gestito allo stesso modo, che può quindi avere livelli di assistenza uguali in tutto il territorio regionale, potrà godere delle medesime prestazioni in ogni parte della Calabria.

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