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Franceschini in visita all'Unical di Rende

Basilicata

Il segretario del Pd, Dario Franceschini, è giunto all’Università della Calabria dove ha fatto una passeggiata tra i viali dell’ateneo di Arcavacata.

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E' all'Università della Calabria oggi, il segretario del Pd, Dario Franceschini. Incontrando in albergo i giornalisti, che gli chiedevano di rispondere a domande sui temi della politica nazionale, Franceschini ha detto che oggi parlerà solo dei ragazzi del Sud.
«Il sud è stato tradito dal governo attuale - ha detto il segretario del Pd -Quello che sto vedendo – ha aggiunto Franceschini – è un’università all’avanguardia. Un punto di eccellenza per l'Italia intera. È questa la parte del sud che bisognerebbe far vedere al resto del Paese. Sul Mezzogiorno bisogna puntare mentre invece il governo ha tradito questa parte d’Italia».
In tarda mattinata Franceschini terrà, infatti, all’Unical una manifestazione intitolata proprio "Discorso ai ragazzi del sud". Successivamente il segretario del Pd ripartirà per Roma dove alle 15.30 parteciperà ai lavori della Camera. Franceschini ha incontrato anche il rettore dell’Ateneo calabrese, Giovanni Latorre.
GABBIE SALARIALI
«Le gabbie salariali sono ingiuste perchè già gli stipendi nel Sud sono più bassi del 20-25% rispetto al Nord. L’unica vera gabbia del Sud si chiama disoccupazione - ha detto Dario Franceschini. - Il Sud è abbandonato dal Governo. E questo abbandono produce danni maggiori che nel resto del Paese, perchè ci sono ritardi che funzionano da moltiplicatore degli effetti della crisi». Franceschini ha anche parlato della «rivalutazione del merito».
«Ci vuole merito – ha detto – per far ripartire l’ascensore sociale. Andrebbero previsti incentivi per le università del Sud che sono in grado di attrarre studenti del Nord o stranieri».
I RAGAZZI DEL SUD E IL CASO SAVIANO
«Un ragazzo del sud come voi, Roberto Saviano, vive sotto scorta, minacciato di morte, solo per aver detto la verità. Ma lui non fugge. Attacca. Non ha perso, ma ha vinto la sua battaglia». «Saviano - ha detto ancora Franceschini - ha rotto il velo dell’ipocrisia e dell’omertà – ha aggiunto – per amore della sua terra e della sua gente. Quel libro, 'Gomorra', e le storie che Saviano ha continuato a scrivere dopo, sono proprio questo: un grande grido di amore per un sud che potrebbe essere diverso. Che potrebbe essere libero dall’ipoteca della camorra, della 'ndrangheta, della mafia. Che anche attraverso la forza delle parole può trovare la forza di cambiare».
«Ce ne sono tante nella storia del sud – ha proseguito Franceschini – di testimonianze di coloro che si sono ribellati. Hanno i nomi e i volti di persone che hanno pagato con la vita una coraggiosa solitudine. Perchè non è facile opporsi, ribellarsi in certe realtà dove lo Stato ha perso il controllo del territorio».
LA LEGA NORD e LA POLITICA
«Quando c'è il ricatto della Lega, - ha dichiarato Franceschini – 500 milioni si trovano. Quando servono per il futuro dei ragazzi del Sud non ci sono. La Padania – ha poi detto – non esiste, ma la Pianura Padana sì, ed è una terra ricca di valori e di solidarietà». Poi un cenno alle necessità primarie del Sud: «Prima battaglia: la legalità. È la criminalità organizzata a distruggere il futuro della vostra terra. Non è solo – ha detto Franceschini - il rispetto della legge. Ma c'è qualcosa di più: è l’etica pubblica. Ribellatevi. Un ragazzo del Sud, Roberto Saviano, vive sotto scorta. Ma non si arrende. Lotta».
«La politica, da molto tempo, ha perso agli occhi dell’opinione pubblica l’autorevolezza necessaria».
«Come fa una politica che ha perso autorevolezza – ha aggiunto – a chiedere agli altri, ai cittadini, ciò che essa stessa non riesce ad essere? La politica chiede legalità ma spesso accetta l’illegalità. La politica chiede coraggio ma spesso non ha il coraggio di cambiare se stessa. Chiede sviluppo ma spesso non fa nulla per promuoverlo. La politica troppe volte chiede e non fa». «In questo momento – ha concluso il segretario del Pd – io avverto un disagio e, devo essere sincero, mi piacerebbe che lo stesso disagio lo avvertissero anche quegli amministratori che hanno gestito il potere e hanno fallito».

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