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Nave dei veleni: altro relitto nel Vibonese.
Le reazioni dal mondo politico

Basilicata

Il relitto di una nave sarebbe stato individuato a poche miglia dal litorale vibonese

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Un altro relitto, oltre a quello rinvenuto a largo della costa di Cetraro (Cs) è stato individuato sarebbe stato scoperto nel Vibonese.
Dopo il ritrovamento del relitto al largo di Cetraro ci sono state numerose segnalazioni di altre navi affondante al largo della costa tirrenica calabrese. Tra le tante verifiche compiute avrebbe dato esito positivo quella compiuta al largo della costa vibonese dove, con l’ausilio di un sonar, sarebbe stato individuato un altro relitto. Sugli esiti degli accertamenti viene mantenuto il massimo riservo e sono stati informati la magistratura e l’assessorato regionale all’ambiente.
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IL PARERE DI LEGAMBIENTE
«Potrebbe essere quello della Mikigan, il relitto avvistato sui fondali di Vibo Valentia». Lo afferma Legambiente sulla base della cartina della O.d.m., ossia Oceanic Disposal Management Inc. (società creata dall’imprenditore Giorgio Comerio, per l’affondamento programmato di scorie radioattive nei fondali marini), agli atti della commissione parlamentare sul ciclo dei rifiuti.
Il relitto avvistato potrebbe essere infatti quello della nave affondata il 31 ottobre 1986 nel mar Tirreno calabrese con il suo carico misterioso, sicuramente protetto da granulato di marmo (materiale utilizzato per schermare materiali altamente radioattivi), dopo essere partita dal porto di Massa Carrara, altro porto spesso citato nelle indagini sulle navi fantasma e luogo dal quale partì anche la Rigel, poi affondata con analoghe caratteristiche nel 1987 a largo di Capo Spartivento. «Le navi dei veleni costellano i nostri mari.

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