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Scontro frontale. Muore un quattordicenne

Basilicata

Gianmauro Romaniello ha perso la vita in uno scontro. Lui viaggiava su un motorino che ha finito la sua corsa contro una mercedes guidata da un ventunenne. L'asfaldo era viscido a causa della leggera

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RIONERO - Un altro incidente e un'altra giovane vita spezzata.
Gianmauro Romaniello di soli 14 anni, il 12 ottobre scorso era uscito con la sua moto, una Mpk del 1995, a fare un giro. Poi il passaggio da quell'incrocio nei pressi del palazzetto dello sport in contrada Gaudo. Una strada che forse ha percorso tante volte nella spensieratezza della sua giovane vita. Il transito da quell’arteria, stavolta gli è stata fatale. Erano passate da poco le 18. Una leggera pioggerellina e un forte vento bagnava l'asfalto. Il caso ha voluto che tra viale della Libertà e via Puccini (già via Di Mezzo), passasse una macchina (una mercedes Slk) guidata da un ragazzo poco più che ventenne. Un attimo di distrazione forse e l'impatto è stato inevitabile e tremendo. Il corpo del povero ragazzo è stato scaraventato a parecchi metri dal luogo dello scontro. Sul posto sono accorsi i carabinieri e i sanitari del 118. Dopo un primo controllo, le condizioni del ragazzo sono apparse subito gravi. La corsa prima a Melfi e poi a Foggia. Niente da fare. Il cuore di Gianmauro Romaniello ha smesso di battere ieri mattina intorno alle 4. Aveva riportato lesioni gravi alla testa e al torace. La dinamica è in corso di accertamento, ma da una prima ricostruzione sembra che il ragazzo, forse complice la leggera pioggia ma soprattutto il forte vento, abbia finito la sua corsa sulla Mercedes. Oltre ai genitori, Gianmauro Romaniello lascia una sorella più grande e un fratello più piccolo. La notizia ha fatto il giro del paese e ieri mattina ne parlavano tutti. La triste vicenda di Gianmauro riporta alla mente quella di Giuseppe Di Muro, il ragazzo di appena 10 anni che il 15 settembre scorso, in un incidente simile, ha perso la vita. Accomunavano i due, la giovane età e tutta una vita davanti, strappata troppo presto all'affetto dei familiari.

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