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Donna scomparsa a Spezzano Sila, l'appello della sorella

Basilicata

Sono ormai passati 9 giorni dalla scomparsa di Rina Pennetti, 33 anni, figlia di un noto industriale del cosentino operante nel settore del legname e del parquet

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Il 6 ottobre Rina Pennetti, era andata a Rende (CS), da un parrucchiere. Uscita, nessuno l’ha più vista. Sul marciapiedi davanti al locale sono stati trovati il suo telefonino e la sua borsa, con tutti i documenti.
Ma a casa sua, a Spezzano della Sila, di lei non hanno nessuna notizia. La sua vita negli ultimi anni non era stata facile. La sorella maggiore, Alba ha lanciato un appello: «Era caduta in depressione due anni fa, - ha detto – dopo la morte di nostra madre, che lei aveva curato in tutti i modi. Ma nulla si è potuto fare per la sua malattia cardiaca. Poi c'è stata anche la sua separazione dal marito, che ha preso le due figlie, piccole, a vivere con lui. E lei a questo non ha resistito».
Rina ha anche esagerato con le sue pillole antidepressive, e ha rischiato di morire. «E' successo quando dovevamo festeggiare il compleanno di una delle bambine. Era tutto pronto a casa, ma poi la piccola non venne più. E lei si ritirò nella sua stanza. Sembrava tranquilla, ma la trovammo che aveva preso un intero flacone di pillole. Ha dormito per due giorni», dice ancora Alba Pennetti. Le ipotesi che si fanno sulla scomparsa di Rina sono diverse, dalla scomparsa volontaria al rapimento. «Ma noi non abbiamo avuto nessuna richiesta», dice ancora la sorella Alba».
Adesso pensiamo che sia voluta sparire. Certo, abbiamo trovato il suo telefonino a terra, dal quale erano state fatte tre telefonate, quella mattina. Una alla suocera, una ad una delle figlie e uno squillo a nostro padre. Ma quest’ultima telefonata non è andata a buon fine. Non sappiamo perchè. Rina non si allontanava mai senza dare notizie».

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