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Venditti incontra Loiero e Scopelliti e con la Calabria è la pace

Basilicata

Venditti: «studieremo insieme al sindaco di Reggio Calabria e al presidente della Regione il modo in cui posso rendermi utile per dare il mio contributo ad aiutare la Calabria. Sono a loro disposizion

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E' arrivato il chiarimento a seguito dell'incontro tra il presidente della Regione Calabria Agazio Loiero e il cantante Antonello Venditti che si è svolto questa mattina nella la sede romana della Regione in Piazza di Campitelli. «Mi sento un pò calabrese», assicura il cantante.
«E la Calabria ha bisogno di amici», replica Loiero, chiudendo la querelle. Testimoni dell’incontro e trattino di congiunzione tra il cantante e il presidente, il giudice Adelchi D’Ippolito, calabrese trapiantato a Roma, e Claudio Ranieri mitico giocatore del Catanzaro in serie A e oggi allenatore della Roma, suoi amici da sempre come lo sono tanti, tantissimi calabresi. Travolto dalle polemiche per una sua frase sulla Calabria pronunciata 14 mesi fa a Marsala e, all’improvviso, veicolata dopo più di un anno su Youtube, frase, secondo il cantante, «estrapolata da un contesto assolutamente diverso e non negativo nei confronti della regione», Venditti ha fatto di tutto per recuperare quello che definisce un rapporto intenso e d’amore per la Calabria.
E nel lasciare la sede romana di Piazza di Campitelli, confessa: «Sono contentissimo dell’incontro con il presidente Loiero al quale mi sono rivolto perchè rappresenta tutti i calabresi e che ha dimostrato comprensione, intelligenza e sensibilità nell’interpretare quanto mi sta accadendo. Sono stato trascinato inopinatamente in una polemica, servirebbe capire chi e perchè ha recuperato quella frase che non era contro la Calabria, trattandosi della presentazione della sua nuova canzone Stella». E poi aggiunge: «Ma questa è dietrologia e non mi appartiene. Il mio messaggio vero è questo: ho un legame profondo con la Calabria di cui conosco l’immenso patrimonio culturale e storico, un rapporto intenso che mi lega a questa regione ma anche ai tanti amici che frequento. Per quanto possa sembrare paradossale io ho parlato comunque da calabrese che ama la sua terra».
VENDITTI E SCOPELLITI - l'incontro
Il cantautore, che è stato al centro delle polemiche negli ultimi giorni per un filmato di un suo concerto apparso su youtube.com, in cui pronunciava frasi giudicate offensive sulla regione, si è chiarito ieri anche con il sindaco di Reggio, Giuseppe Scopelliti, e ha manifestato l'intenzione «di fare tutto il possibile per partecipare al rilancio di una regione che amo molto».
Si comincerà con un’intervista pubblica, che dovrebbe tenersi a Reggio Calabria fra qualche settimana, in cui Venditti, insieme al sindaco della città e al giornalista Pierluigi Diaco, che ha fatto da 'paciere', vuole spiegare direttamente ai calabresi il senso delle sue frasi (si era chiesto «perchè Dio ha fatto la Calabria, dove non c'è niente. Io spero che si faccia il ponte, almeno la Calabria esisterà»).
«Venditti mi ha spiegato che quello che ha detto era una provocazione artistica, voleva essere un messaggio positivo, ma è stato mal comunicato e riportato – dice Giuseppe Scopelliti – ha anche ribadito che vuole essere parte della crescita e rinascita di una terra a cui è molto legato».
Conferma Venditti: «Mi metterò a servizio della Calabria onesta pulita e sincera, come sono sono io».
Le frasi dette in quel concerto in Sicilia, di un anno e mezzo fa «sono state totalmente travisate. Stavo introducendo 'Stella' una canzone che dedico sempre a Antonino, Rocco e Vito, la scorta di Falcone e, d’impeto, rispondendo a una signora ho parlato della Calabria, ma le mie erano parole che volevano essere di speranza sottolineavo che era necessario si facesse qualcosa per aiutare questa regione. Ognuno ha preso da quel discorso, per le motivazioni più diverse, invece, solo quel che c'era di più negativo».
Il cantautore è convinto che «qualcuno che mi vuole male, abbia fatto uscire, adesso, scientificamente questo frammento di concerto. È una cosa che mi spinge a mettere in mettere in guardia dall’uso improprio che si può fare di internet. L’indignazione se c'è è immediata, questa è venuta dopo un anno e mezzo. Una mattina mi sono ritrovato in mezzo a tutto questo senza sapere neanche perchè. Io poi non ho neanche un computer ma vedevo l’imbarazzo di chi doveva dirmi quello che il popolo calabrese pensava di me. È una situazione che ho vissuto male. Non posso accettare di essere giudicato razzista, dopo aver combattuto ogni forma di razzismo tutta la vita».

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