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Belisario come Silvio, querela al Quotidiano

Basilicata

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POTENZA - Dopo una lettera inviata al nostro giornale in riferimento ad alcuni articoli apparsi su MicroMega e ripresi dal Quotidiano che scandagliavano i malumori e gli scontri interni al partito dipietrista, il senatore lucano ha deciso di querelare. Lui, capogruppo al Senato del partito a difesa delal libertà di stampa, ha inviato questa lettera.

di Felice Belisario
Caro direttore, la tua replica non mi ha affatto sorpreso, né nei modi né nei termini, ma ha rafforzato la convinzione che l'articolo di MicroMega sia stato preso solo a pretesto dal tuo giornale per un attacco gratuito. Né mi meraviglia che nel merito delle questioni, nella tua replica tu non abbia avuto niente da ridire. Se le notizie non sono vere, è cosa saggia non commentarle. Resta il fatto che le accuse dei due articoli contro di me restano. Io le ho smentite e tu, per tutta risposta, mi definisci imperatore e, sia pure metaforicamente, mafioso. Proprio perché ho letto il tono della tua replica non mi rimane altro che tutelare la mia immagine anche se questo può farti sorridere. Proprio perché la mia storia personale e politica è limpidissima, non mi rimane che dimostrare nelle sedi opportune che sotto i miei tappeti non c'è mai stata polvere. Non ho avuto e non ho altra scelta! Il rischio di richiamare in te il paragone con Berlusconi, che ha querelato Unità e Repubblica, era calcolato. Ma ricordo che lo stesso Di Pietro non ha risparmiato interventi contro chi usa in maniera impropria il potentissimo strumento che ha a disposizione. Attenzione però: quando parlo di uso improprio non mi riferisco al diritto di critica, anche duro, che tu e tutti i giornalisti avete il diritto di esercitare, ma alle falsità che vengono pubblicate senza verifica. Perché nessuno del tuo giornale ha sentito l'esigenza di chiamarmi per chiedere se, ovviamente dal mio punto di vista, quanto scritto negli articoli in questione rispondesse al vero. Io sono sempre lo stesso. Sono quello che ha difeso, quando eravate attaccati, te, la tua testata, i tuoi cronisti; sono quello che ha difeso il capitano Zacheo ingiustamente trasferito; sono quello che ha difeso De Magistris quando era magistrato. Da allora, te lo assicuro, non sono cambiato e rifarei le stesse cose se dovesse essercene l'occasione. Sono sceso in piazza due settimane fa per la libertà di stampa, anche per la tua, ma la libertà di stampa è cosa diversa dal permettere a qualcuno di scrivere menzogne. Grazie ancora, sono convinto che la reciprocità della chiarezza possa solo migliorare i rapporti. Con viva cordialità.

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